#mytravels. L’ile Maurice. 8


Aveva proprio ragione Mark Twain quando scrisse che Mauritius fu creata prima del paradiso e che l’eden ha le sue sembianze.
Nella mia personale classifica delle isole dell’Oceano Indiano visitate nel corso degli anni, quest’isola incantevole è senz’altro quella più affascinante e completa.
Si lascia infatti abbondantemente alle spalle le Maldive (uno dei mari più incantevoli al mondo, ma una vegetazione tutt’altro che sorprendente) e Zanzibar (spiagge infinite e foreste lussureggianti ma, fatta eccezione per i bellissimi Masai, una popolazione scortese e molesta)
E se ha come degne rivali le Seychelles per quello che riguarda i paesaggi selvaggi e la vegetazione lussureggiante, esce comunque vincitrice per il suo mare cristallino e per la sua popolazione pacifica, sorridente ed affascinante.
I giorni trascorsi sono stati decisamente troppo pochi per scoprire tutte le meraviglie dell’entroterra (crateri assopiti, foreste endemiche, coltivazioni di té e di canna da zucchero, infiniti frutteti, dune colorate) e tutti i segreti di una costa fatta di baie tranquille lambite da un mare color acquamarina, e di piccole isole ombreggiate da filao e mangrovie, che distendono le loro radici tra rocce nere e pesci variopinti.
Senz’altro troppo pochi, ma abbastanza per desiderare di tornare presto a farmi stregare dalla magia di questo luogo.
Dicembre oltretutto è la stagione ideale: nell’Ile Maurice è appena iniziata l’estate, il mare è tiepido e limpido, il cielo è prevalentemente sereno, e i meravigliosi alberi di flamboyant sono carichi di fitti grappoli di fiori scarlatti che incantano gli occhi dopo il grigiore del nostro inverno uggioso.
Ho molte cose da raccontare, ma devo ancora riprendermi dalle fatiche di 11 ore di volo così stasera voglio solo lasciare un saluto ai miei deliziosi compagni di viaggio Silvia, Carlo, Maria Antonietta, Sabrina e Rossana, ed un grazie per tutte le chiacchiere e risate con cui hanno allietato la mia vacanza.


bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

8 commenti su “#mytravels. L’ile Maurice.

  • Nirvanainblu

    Bentornata carissima 🙂 … il tuo racconto è un delizioso raggio di sole in queste giornate di penombra continua. Ti leggo da una stanza d’albergo di bologna e percepisco con più intensità le emozioni delle ‘gite’ fuori casa 🙂 ah i mari cristallini … 🙂 🙂 🙂

  • BaiLing

    @Damiani:

    E’ vero! Abbiamo conosciuto delle persone meravigliose (e premetto che io sono praticamente un orso e molto raramente faccio amicizia, specialmente nei contesti vacanzieri) ed abbiamo condiviso con loro tutte le nostre giornate rendendole ancora più speciali.

    Chissà che non condivida con loro qualche altro viaggio… è difficile trovare compagni di viaggio tanto piacevoli, ed una volta trovati non bisogna lasciarseli scappare!

    @Corrispondances:

    Amica, lo sai che io sono per la fuga verso Ovunque!

    Comunque andare ai tropici in pieno inverno (cosa che fino ad ora non mi era mai successa) è farsi violenza!

    Un conto è andare a marzo o aprile, quando poi al ritorno c’è una prospettiva di primavera… ma tornare prima di Natale, subire uno shock termico di 35°C e sapere che questa sarà la situazione per i prossimi 3 mesi… bè, è decisamente sconfortante!

  • BaiLing

    @Corrispondances:

    a parte qualche problema di convivenza con un paio di lézard ce la siamo cavata più che bene!!!

    @Mitla:

    grazie :-*

    @zyo:

    i miei agrumi mi aspettavano festanti e fioriti! Prima di partire li ho trascinati entrambi nella sala da pranzo, li ho sistemati vicino alla porta-finestra, ho abbassato di un paio di gradi il riscaldamento della stanza ed ho pregato tutti gli dei protettori delle piante in vaso di farli sopravvivere.

    Le foglie ci sono ancora tutte ed uno dei limoni si è riempito di boccioli bianchi!

    Speriamo che non sia l’ultimo exploit prima della morte!

    E comunque sono scioccata da quanto è stato duro il ritorno a casa… voglio vivere in un paese tropicale!!!