#mytravels. Racconti ungheresi. Premesse, immagini e consigli eno-gastronomici. 10


Piccola premessa:

Budapest è una città bellissima e mi è piaciuta molto, anche se è diversa da come la immaginavo.
Infatti mi aspettavo una città forse meno bella da un punto di vista architettonico ma più antica, più fosca e più affascinante.
Che volete, quando una cresce guardando i film di Sissi in TV e leggendo sciocchi romanzetti per adolescenti, non può che avere la testa piena di fantasie romantiche e musiche magiare!

New York Palace.
Come proabilmente ho già scritto in passato avevo una vera e propria ossessione per questo Hotel e non avrei potuto soggiornare in nessun altro luogo (anche se forse al Four Season…).
L’edificio è stupendo e devo dire che le luminarie natalizie lo rendevano ancora più suggestivo; le camere sono gigantesche e super confortevoli; il personale è gentile e disponibile e molti dei concierge parlano benissimo l’italiano.
Però per essere un 5 stelle devo dire che ahimè ci sono alcune pecche: il servizio in camera che non funzionava la notte di Capodanno (se è 24 ore su 24 deve funzionare SEMPRE), la mancanza della connessione wireless, del bollitore e delle bottigliette di acqua complimentary nelle camere (ormai sono cose imprescindibili); una colazione in camera decisamente di scarsa qualità rispetto al prezzo di 23 euro a persona (non posso sollevare il coperchietto d’argento e scoprire del burro confezionato! E’ un’indecenza).
Comunque la provvidenziale presenza di Iulia e Gabor mi ha fatto dimenticare questi difettucci e godere appieno la mia vacanza.
Iulia è la deliziosa concierge che si occupava di scovare i ristoranti più adatti alle nostre esigenze e di prenotarli per noi; e Gabor… bè Gabor (“il nostro migliore massaggiatore” come mi è stato graziosamente presentato dalla receptionist della Experience Spa) è decisamente uno dei migliori esemplari di fauna ungherese che mi sia capitato di vedere durante ma petite escapade: uno stupendo stambecco biondo con grandi occhi verdi e mani taumaturgiche.

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La nostra camera al NY Palace.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERALa Lobby dell’Hotel

OLYMPUS DIGITAL CAMERAColazione in camera la mattina del primo gennaio.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALa facciata del NY Palace.

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Mangiare e bere a Budapest tra gulyás, fusion e falafel.

Cena del primo gennaio:
Evitate di cenare al New Yor Cafè perché è decisamente caro e il cibo è appena decente.
Noi abbiamo speso 22980 huf per due calici di vino, un cosciotto di agnello su letto di lenticchie, una sorta di galletto con salsa di miele e castagne servito con purè di patate, una fetta di Sacher Torte (orribile: con doppia farcitura di marmellata di ciliegie e servita con salsa di ciliegie invece che con panna montata!) e un altro dolce insipido di cui non ricordo il nome.
Oltretutto è vero che il salone è stupendo e di grande atmosfera ma il servizio è veramente scadente e, non esistendo una sala ristorante separata dal Cafè, vi ritroverete a cenare in mezzo a rumorose comitive che bevono birra e sgranocchiano pasticcini.
Evitatelo come la peste, mi raccomando!

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Piccolo brunch del due gennaio:

Dopo aver fatto colazione con dei deliziosi dolcetti tradizionali comprati nel mercatino di Natale di Vörösmarty tér, aver fatto shopping (dello shopping ungherese però parlerò in un altro post) e aver scarpinato al freddo e al gelo abbiamo deciso di fare un calorico spuntino in un Cafè.
Siccome la guida che ho acquistato si è rivelata inutile sotto tutti i punti di vista (Week end a… Budapest, Giunti Editore. Evitatela!) e la maggior parte dei Cafè storici consigliati erano piuttosto brutti siamo entrati in un locale che dall’esterno ci ispirava: il Pesti Lámpás Restaurant & Café dove abbiamo bevuto Irish Coffee e Cappuccino viennese e mangiato dei dolci molto elaborati in un ambiente tranquillo e chic, ed oltretutto per un prezzo veramente modico.

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Bancarelle di dolci tradizionali nel mercatino di Natale di Vörösmarty tér.

Cena del due gennaio:
La migliore cena della nostra vacanza, in un locale di tendenza e con una cucina fusion di altissimo livello al Baraka Restaurant & Lounge.
Questo ristorante è uno de migliori in cui abbia mai mangiato in assoluto, il locale è delizioso, il servizio impeccabile e il cibo dello chef Tzadok Lavi è super.
Abbiamo iniziato la cena con una tartare di salmone con yogurt e caviale e un tataki di salmone servito su un’insalata di rucola e passion fruit, entrambi assolutamente impeccabili; abbiamo proseguito con un delizioso Roasted Cod e con uno spettacolare filetto di manzo argentino servito insieme ad una tortina speziata di zucca veramente indescrivibile; e abbiamo chiuso in dolcezza con un Baked Alaska e una squisita mousse al passion fruit con ganache di cioccolato. Il tutto annaffiato da un profumatissimo Tokaj Oremus. Conto finale: 33040 huf.

Solo un consiglio: il locale è al 111 di Andrassy ut all’interno dell’Andrassy Hotel e la fermata metro migliore è la M1 Bajza; ve lo dico perché questo viale è lungo svariati km e quindi, scendendo ad una fermata metro a caso come ho fatto io, vi potreste ritrovare a scarpinare a lungo (e magari come la sottoscritta in mezzo ad una tormenta di neve e con tutta la disapprovazione del Signor G.).

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Pranzo del tre gennaio:

Volevo assolutamente pranzare da Mini al numero 3 di Krisztina körút, un delizioso ristorante in cui si possono assaggiare tante piccole tapas, ma la fortuna non ci ha assistito perché erano chiusi per ferie e così abbiamo ripiegato sul Bistro Déryné, che è proprio dietro l’angolo ed appartiene allo stesso chef.
Il locale è molto carino in stile french-coloniale e con musica dal vivo (pianista e adorabile violinista tzigano che hanno suonato, tra le altre cose, le melodie scritte da Nino Rota per  il film Romeo e Giulietta di Zeffirelli) ed il rapporto qualità prezzo è buono.
Abbiamo speso 9560 huf per assaggiare il caratteristico gulyás, una minestra di zucca, due insalate di misticanza e frutta secca (con salmone per il Signor G. e con grilled goat cheese  per me), una birra e un’acqua minerale.

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Se vi chiedete come mai io abbia fotografato una sola portata c’è un motivo ed è decisamente drammatico.
Guardate bene questa cremosa zuppa arancione… perché sono riuscita a farci cadere dentro la macchina digitale!
Non chiedetemi come e perché: non lo so.
La macchina comunque è sopravvissuta, anche se non siamo ancora riusciti a toglierle un certo odorino di minestra.

Cena del tre gennaio:

Non volevo lasciare Budapest senza aver assaggiato almeno una sera la cucina ungherese e senza essermi deliziata con la più classica orchestrina magiara, e così ci siamo affidati a Iulia che ci ha consigliato il Rézkakas.
Bè… devo dire che la cucina tradizionale ungherese è spaventosa, almeno secondo i miei metri di giudizio, e che ho faticato davvero tanto per trovare qualcosa di commestibile nel menu del ristorante (che per fortuna è declinato in tutte le lingue europee).
Alla fine ho mangiato un’altra volta il gulyás e delle costolette di agnello che lo chef è riuscito a rovinare con una specie di orribile panatura, ma che se non altro erano servite su uno stufato di verza veramente gustoso; il Signor G. invece, con mia grande disapprovazione, ha mangiato foie gras e lepre; come dolce abbiamo scelto una sorta di monte bianco e un semifreddo al Tokaj , e abbiamo  annaffiato l’intera cena con del traminer ungherese.

Riguardo all’orchestrina magiara vi dico solo una cosa: ad un certo punto ho sentito nell’aria le note di quella canzone italiana che recita più o meno così: “suona suona per me o violino tzigano” e sono quasi svenuta per il disappunto.
Altro che musiche folkloristiche tzigane!

Comunque, visto e considerato che questa cena ci è costata la bellezza di 31130 huf, non mi sento più di tanto di  spingervi verso l’eno-grastronomia locale.
Mangiate cibo internazionale ed andrete sul sicuro!

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L’interno de Rézkakas. Non ci sono foto delle pietanze perché dopo il tuffo della digitale nella zuppa mi è stato proibito di utilizzarla a tavola!

Spuntino del 4 gennaio:
Dopo la cena magiara avevo voglia di verdure e così abbiamo mangiato all’Hummus Bar di Kértesz utca 39, a due passi dal nostro Hotel.
Non vi aspettate un posto chic: questo locale è una vera e propria bettola con le pareti rivestite da fogli di giornale arabi e dentro è freddo quasi quanto fuori.
Ma l’hummus e i falafel sono da leccarsi i baffi, le porzioni sono gigantesche e il tè alla menta è gentilmente offerto dal proprietario.
Non so di preciso quanto abbiamo speso perché non ci hanno rilasciato lo scontrino ma comunque poco più di 2000 huf. 
Consigliatissimo!

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bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.


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10 commenti su “#mytravels. Racconti ungheresi. Premesse, immagini e consigli eno-gastronomici.

  • BaiLing

    @Rano:
    Oltre che sullo shopping ungherese devo aggiornarvi sullo shopping fiorentino! Ieri sono stata a Firenze e a The Mall… un delirio!!! Da Marni c’erano gli sconti del 75%!!! E da Chanel ho provato le scarpe più belle che io abbia mai visto in tutta la mia esistenza!!!
    *___*

  • BaiLing

    @missfefe:
    Grazie Amica 🙂
    Io adoro assaggiare cose nuove e di solito non mi fermo davanti a nulla, ma devo dire che la cucina tradizionale ungherese mi ha messo in serie difficoltà!
    Per me l’avventura eno-gastronomica è una delle parti migliori del Viaggio e ci sono luoghi che ricordo a distanza di anni proprio per averci mangiato qualcosa di assolutamente speciale.
    Ti consiglio di superare i "pregiudizi" verso i cibi strani e di sperimentare anche tu quando sei in vacanza, vedrai che sarà divertente!
    Un bacione :-*

  • utente anonimo

    Rano ha ragione: che guida turistica provetta 😀
    Mi salverò la pagina, se mai dovessi visitare Budapest, mi tornerà utile!
    Che meraviglia l’hotel, e che coraggio a mangiare anche del cibo tipico, io rompiscatole come sono avrei vissuto di panini e MCdonald, probabilmente! (SOLO roba sana 🙂
    Ti abbraccio

  • BaiLing

    @Rano:
    Esatto!!! Anche io mi ricordo le vetrine… VUOTE!!! Orribile!

    @Pluffetta:
    Sono d’accordo con te 🙂

    @IoMariposa:
    Amica!!!!!
    Guarda, ti dico solo che abbiamo deciso di partire il 30 sera moooolto tardi e quindi non ho avuto piu’ modo di scriverti per la mini-guida e mi e’ dispiaciuto un sacco!
    Specialmente ora che mi dici del ristorantino con vista panoramica perche’ ho adorato la collina di Buda!
    Per fortuna in camera c’era una rivista molto utile con tutti i ristoranti e i negozi del momento e inoltre ci siamo fatti aiutare dai concierge, dico per fortuna perche’ la guida che ho comprato era una vera schifezza!
    Per quello che riguarda le cibarie, il NY Palace e’ stata una delusione davvero incredibile.
    Ti dico la verita’: era cosi’ freddo che io avrei cenato volentieri in hotel ma il rapporto qualita’ prezzo e’ risultato veramente indecente e cosi’ mi sono messa l’anima in pace e siamo usciti ogni sera, e alla fine e’ stato carino cosi’.
    Anche la colazione, dopo quella del 1 gennaio che e’ stata una mezza fregatura, l’abbiamo fatta comprando dolcetti tradizionali nel mercatino di Natale oppure nei Cafe’.
    Riguardo a Gabor, non mi era mai successo prima un massaggiatore maschio cosi’ a "tradimento" nel senso che mi era capitato a Casablanca quando ho fatto l’hammam tradizionale, ma mi avevano avvertita che il personale era solo maschile.
    Li’ per li’ quando l’ho visto un po’ mi ha scocciato, poi ho ringraziato tutti gli dei di aver fatto la ceretta e mi sono messa l’anima in pace… e devo dire che il massaggio e’ stato super!
    Per l’argomento shopping anche io solo e rigorosamente hand made ungherese.
    Non ho comprato molte cose ma tutte deliziose: candele, qualcosa di ceramica, e due capi di abbigliamento davvero carini.
    Ma mostrero’ tutto nel prossimo post!
    Un bacione Amica :-***

  • IoMariposa

     Amica!Ero rimasta alle tue ultime disavventure così ho volutamente evitato di mandarti la mia personale mini guida per non infierire.
    E me ne dolgo perchè ti avrei consigliato un paio di ristorantini adorabili (uno dei quali fusion e shiccosissimo, l’altro in cima alla collina con una vista mozzafiato e decisamente economico) ma vedo che hai trovato da sola e sì anche per me la cucina ungherese è stata spaventosa e ho accuratamente cercato di evitarla il più possibile.
    Mi hanno colpito molto le critiche al NY Palace, noi non abbiamo usufruito del servizio in camera e delle cene, ero convinta che il rapporto qualità prezzo fosse per forza di cose adeguato; alla spa io ho trovato due piccoli angeli, ma non il bambolone biondo e la cosa mi sta provocando sofferenza, sappilo.
    Comunque, aspetto il post sullo shopping: a me è stato vietato per tutta la vacanza, eccezion fatta per l’hand made, quindi puoi immaginare la curiosità!


  • utente anonimo

    Pure io ci sono stato in gita a Praga e mi fece di un triste assoluto! Anche di negozi…prima ero meno appassionato di adesso ma vedere le vetrine mi è sempre piaciuto…un abisso…buio assoluto! Quindi boh, forse con la compagnia giusta dovrei tornarci anche io.

  • BaiLing

    @Rano:
    Grazie tesoro, sono contenta che il mio post ti sia piaciuto 🙂
    Senza ombra di dubbio vale la pena visitare Budapest, è una città molto bella, molto pulita, molto "europea".
    Quanto a tornarci non so: 4 giorni bastano ed avanzano per vedere le cose più belle della città.
    Insomma non è Parigi che, per quanto negli ultimi anni ci abbia passato qualcosa come 4 settimane, ha sempre qualcosa di nuovo da mostrare e quindi mi fa sempre venire voglia di ripartire.
    Però Budapest devo dire che vale senz’altro almeno una visita e che dal punto di vista eno-gastronomico (tralasciando la stretta tradizione magiara) è molto, molto interessante.
    Prima o poi dovrò decidermi anche a tornare a Praga: ci sono stata in gita scolastica di III liceo e la ricordo come la città più brutta del mondo.
    Siccome invece tutti la descrivono come molto bella e romantica, forse dovrei dargli un’altra possibilità!

  • utente anonimo

    Fantastico questo post. Mi è piaciuto davvero un sacco. Secondo me avresti anche un futuro come scrittrice di guide turistiche, dici le cose come stanno, dai consigli, e mischi tutto con ironia. Con tutta questa roba da mangiare mi hai fatto venire una fame… torneresti a Budapest? Vale la peina visitarla?