#mytravels. Miami. Piccola guida di viaggio, tra shopping, gastronomia e vintage. 35


A quasi un mese di distanza dalle mie vacanze di primavera ecco finalmente il mio post su Miami (ho cercato di essere breve e sintetica ma non ce l’ho fatta, chiedo venia!)
Non avevo grosse aspettative prima di partire e quelle poche che avevo sono andate irrimediabilmente deluse.
Miami è kitsch oltre ogni umana immaginazione e non c’è un bel niente da fare a parte ciabattare su e giù per South Beach, fare escursioni nelle Everglades, nuotare con i delfini (ma se avete visto il documentario The Cove saprete che i delfini in cattività soffrono, e quindi NON è una cosa da fare!) o altre idiozie tipo andare a vedere i coccodrilli che lottano con le tigri (no, non era un’invenzione dei Simpson purtroppo!).

Miami

Insomma anche visto e considerato le 11 ore di volo necessarie a raggiungere la Florida vi consiglio di scegliere destinazioni come gli Emirati Arabi per brevi vacanze fuori stagione: non c’è comunque niente da vedere, ma si mangia meglio e lo shopping è decisamente un’esperienza di un altro pianeta.

Passiamo ai consigli pratici.
Hotel.
Noi abbiamo dormito a Miami Downtown al Viceroy, un luxury boutique Hotel che ha rispettato in pieno le aspettative: camere gigantesche, bagni  in marmo,  terrazza con vista, prodotti da bagno superlativi, piscina panoramica, disco club annesso al cinquantesimo piano (casomai vi venisse voglia di una serata yahoo!).

Viceroy Miami downtownInsomma giudizio super positivo a parte due piccoli nei: il servizio (un po’ troppo easy e friendly per un hotel di quella categoria, ma Miami non è l’India quindi scordatevi il “good morning Sir and Madame” e rassegnatevi al sentirvi apostrofare “Hi guys“) e la posizione (25 minuti e 25 dollari di taxi per South Beach non è il massimo della vita).
Il mio consiglio quindi è quello di dormire nella caotica South Beach oppure di scegliere una zona più elegante e tranquilla (come può essere per l’appunto Downtown) ma noleggiare un auto: il traffico di Miami, con il supporto di un navigatore satellitare, non è più  spaventoso di quello di una qualsiasi grande città italiana e se ce l’ho fatta io ce la può fare davvero chiunque!
[N.B. Noleggiate assolutamente una decapottabile: negli Usa una Chrysler Sebring o una Mustang costano come una Fiat Panda da noi… che dio benedica i rent a car americani!]


Mangiare.
Due notti a Miami non sono state sufficienti per farmi un’idea generale del panorama gastronomico della città ma sono bastate per darvi un consiglio spassionato: evitate come la peste Little Havana! E’ un posto squallido, non c’è nulla di caratteristico da vedere e i “rinomati” ristoranti cubani sono delle bettole degne del buon vecchio Andrew Zimmern.
(Il Signor G. tuttavia ci tiene a sottolineare che lui si è divertito parecchio a Little Havana e che le polpette di jucca fritta e i peperoni ripieni accompagnati da banane fritte e fagioli neri non erano niente male!)

Un altro consiglio spassionato che posso darvi è quello di fare colazione in Hotel anche se non è compresa nel prezzo (e anche se è costosa come un pranzo di 3 portate): a Miami fin dalle 10.00 del mattino non avrete problemi a farvi servire tacos, calamari fritti, birra e mojito ma trovare dei pancakes o dei muffin, e una buona tazza di tè o un frullato di frutta tropicale potrebbe rivelarsi una vera impresa.
Due posti che mi sono piaciuti:
– Quinn’s
640 Ocean Drive, Miami Beach
Prezzi medio alti.

Abbiamo assaggiato il Caribbean Snapper marinato con un mix di 14 spezie, grigliato ed accompagnato da banane verdi, palm sugar e l’immancabile salsa di fagioli neri e il Salmone Atlantico caramellato al miele e cannella ed accompagnato da mango e mais peruviano. Una cucina fortemente contaminata da quella caraibica che non mi è dispiaciuta affatto.
– Sushi Samba
600 Lincoln Road, Miami Beach
Prezzi medio alti, ma ambiente decisamente easy.
Il miglior tataki di tonno che abbia mai mangiato in tutta la mia vita, e una tempura di gamberi e verdure molto vicina ad essere la migliore di sempre. Insomma ve lo consiglio caldamente.

Shopping.
La prima sera a Miami passeggiando in Ocean Drive mi sono imbattuta in questo negozio.

Specchi dorati, musica a palla, stivaletti di coccodrillo, cinturoni ricoperti di Swarovsky, Just Cavalli, Versace e Richmond à go go… insomma non riuscivo a credere ai miei occhi! Il Paese di Bengodi del trash!

Ero così esaltata che mi sono messa a fotografare come una giapponesina da Chanel e mi sono beccata anche il cazziatone di una commessa. Poi il giorno dopo ho capito di essere stata un’ingenua: quello non era un negozio particolare, era semplicemente il negozio TIPO di South Beach.
Ragazze mie… che ci vogliamo fare?! A Miami il top dello chic è l’animalier di Just Cavalli e la it bag del momento è la Guccissima. Di tela.

Comunque ho trovato anche dei negozi carini.
Su Lincoln Road (che è una stupenda via pedonale piena di alberi fioriti, orchidee selvatiche, fontane e pappagallini colorati) c’è perfino un concept store che vende Aider Hackermann e Rodarte (deve avere decisamente vita dura!) e ci sono tutti i monomarca americani più interessanti, tipo Gap (dove ho trovato i jeans a zampa della mia vita e per di più taglia 25) e J. Crew (una collezione da sogno: colori neutri, materiali rigorosamente naturali, maglioncini ricoperti di paillettes e perline scintillanti, accessori stupendi e prezzi piccoli piccoli. Ti prego J. Crew, apri uno store in Italia! Eh no, figuriamoci… da noi doveva aprire Abercrombie & Fitch con le sue orrende camcie da boscaiolo e quell’incubo di negozio buio come una caverna e con la musica così alta da farti perdere il senso del’orientamento! Ma d’altronde… ognuno ha quel che si merita.)

Vintage.
Pare che la famosa costume designer Molly Rogers (di cui io, per inciso, non avevo mai sentito parlare) adori saltare in macchina insieme alla sua amica Pat Field e alle Pagine Gialle di Palm Beach per visitare, uno per uno, tutti i negozi di vintage in elenco.
Siccome io non sono da meno mi sono munita di  una piccola lista di negozi visitabili senza appuntamento e l’ultimo giorno di vacanza ho costretto il Signor G. ad alzarsi all’alba, a fare colazione in fretta e furia e a lasciare la dolce spiaggia tropicale di Key Largo per un tour vintage dell’ultimo minuto.
– C. Madeleine’s Vintage Clothes
13702 Biscayne Blvd North Miami

E’ un capannone gigantesco pieno zeppo di abiti ed accessori sistemati per periodo storico, dagli anni ’20 ai ’90.
Non basterebbe una giornata per esplorarlo a fondo e quindi cercare di sintetizzare la visita in meno di un’ora (con un Signor G. mortalmente annoiato e una commessa pallosissima che cercava in ogni modo di fare conversazione in italiano e spagnolo raccontandoci delle sue vacanze a Riccione) è stato abbastanza frustrante.
Sono sicura che Jane e sua mamma avrebbero scovato decine di gonne kitsch e pellicciotti rigorosamente non ecologici, ma io sono riuscita a scovare solo due meravigliosi bracciali in bachelite per la non proprio modica cifra di 170 $
Deludente a mio parere il reparto borse.


– Fly Boutique
650 Lincoln Road, Miami Beach.
Più second hand che vintage. La maggior parte dei vestiti ha prezzi accessibili ma è più o meno l’usato che potremmo trovare negli armadi delle nostre mamme (se non avessero il brutto vizio di buttare via tutto). Bella collezione di scarpe vintage top brand e una vetrinetta di borse di velluto di Roberta di Camerino che per un istante mi ha fatto sperare di aver trovato la mia agognata Bagonghi (ovviamente non è andata così!).

– Rags to Riches
12577 Biscayne Blvd North Miami.
Nonostante fosse considerato dalle guide uno dei più interessanti negozi vintage di Miami devo purtroppo informarvi che ha chiuso i battenti e al suo posto ora c’è una tolettatura per cani!

– Angel’s
4308 NE 2nd Ave

Questo invece non ha ancora chiuso ma mi auguro che lo faccia presto.
Una vera orribile bettola (in un quartiere molto alternativo, che ha l’aspetto della più truce periferia e invece basta girare un angolo di strada per ritrovarvi nel Miami Design District) piena zeppa di second hand di qualità infima e con borse tarocche in bella vista, con buona pace del Miami New Times che l’ha votata migliore boutique vintage del 2010.
Non sprecate neppure la benzina per arrivarci.

People from Miami
Una vacanza a Miami è decisamente un’iniezione di ottimismo e fiducia in se stesse, specialmente dopo aver passato 10 giorni di Fashion Week tra Milano e Parigi, città dove le donne sono tutte magre, toniche, levigate, insensibili agli agenti atmosferici e rigorosamente dotate di Chanel o Hermès al braccio.
Innanzitutto scordatevi di imbattervi nelle bionde ed atletiche fanciulle (e nei corrispondenti esemplari maschili) cui ci hanno abituato i telefilm!
L’outfit tipo della donna di Miami è il seguente: mini-gonna inguinale o micro-short di jeans, zatteroni altissimi o infradito di gomma, toppino super scollato, occhiali a specchio e borsetta di Guess o Gucci al braccio (quando va bene).
Ora immaginatevi questo outfit non solo addosso alle 15enni in gita scolastica, ma anche addosso alle 20/50enni.
Immaginatevele con la cellulite al vento, l’abbronzatura da manuale, il seno e le labbra siliconate (ne ho viste alcune con le protesi di silicone ai glutei… non potevo credere ai miei occhi ma vi giuro che le ho viste!), le facce plastificate dal botox e i capelli ossigenati.
Poi immaginatevi le afro-ispaniche in odore di obesità con lo stesso identico outfit, accompagnate da grossi manzi vestiti da rapper con catena d’oro al collo.
E infine immaginatevi nutriti gruppi di 70enni incartapecoriti con camicie hawaiane, scaricati da scintillanti limousine davanti ai ristoranti eleganti.
Ecco: questa è Ocean Drive e la sua fauna in una qualsiasi serata infra settimanale (non oso immaginarmela di sabato!)
Non vi sentite improssivamente più magre, toniche e ben vestite che mai?!?

Nel prossimo post parleremo delle meravigliose Florida Keys, un posto dove mi ritirerei volentieri in vecchiaia a scrivere romanzi!

P.S. Non dimenticatevi di seguire la mia rubrica di gossip sul Royal Wedding qui.

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bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.


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35 commenti su “#mytravels. Miami. Piccola guida di viaggio, tra shopping, gastronomia e vintage.

  • ValeF

    un solo appunto sui bracciali: molto belli, ma, accidenti, caretti non poco! peccato per la Bagonghi, rimane anche una delle mie borse dei sogni per il momento

  • ValeF

    ahah, utilissima questa guida, ho un amico qui a Bo che è fidanzato con una fanciulla della Florida, ormai trasferita in pianta stabile.. tutte le volte mi fanno una invidia da paura pubblicando foto di loro che sguazzano in piscina/mare, quando da noi è pieno inverno.. sono quindi lieta di sapere che sia in buona parte, al di là del mare e delle piscine, la patria dei truzzi! Ed in effetti lei è un pò malvestita, come la stragrande maggioranza delle americane, grazie a Dio, però ci risparmia qui a Bo la tenuta con il manzo accompagnatore!

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      In effetti l’unico motivo per cui abbiamo scelto la Florida come destinazione è che volevamo passare qualche giorno in assoluto relax al calduccio e che il Medioriente quest’anno è decisamente sconsigliabile!
      Però le Florida Keys sono davvero belle e anche un po’ meno truzze (solo un po’ meno, eh! :-P)
      Appena mi riprendo dai gossip da Royal Wedding scriverò anche un post sulle Keys!

      E hai perfettamente ragione sui bracciali: negli USA i gioielli in bachelite si trovano con relativa facilità ma sono decisamente costosi (ti dico solo che io ho preso i due più economici che avevano!).
      Ora confido tantissimo in una delle mie migliori amiche che vive a Brescia e mi ha promesso di portarmi in un negozietto vintage specializzato in gioielli la prossima volta che andrò a trovarla!

  • Giulia M.

    arrivo in ritardissimo -.- . Visto che sono reduce da una levataccia all’alba più quattro ore di regionale trenitalia per rimpatriare, scriverò male e da seminalfabeta, indipercui adotto la tecnica a punti:
    1. Qualche anno fa sono stata in Florida: non a Miami ma bensì a Orlando. Ero piccolina e mi sono divertita a Disneyland, ma se penso all’artificiume dell’intera città mi vengono i brividi!
    2. Sempre nel corso del medesimo viaggio avevo fatto incetta di jeans e camicie Gap: credo che per il basic -che più basic non si può- abbia ben pochi rivali (da allora boicotto A&f): costa una scemata e ti assicuro che sono praticamente indistruttibili. Tra l’altro qualche settimana fa sono andata nel negozio di Milano piena di belle speranze e ho scoperto che (tanto per cambiare) in realtà in Italia i prezzi sono gonfiatissimi…
    3. ADORO ADORO ADORO questi resoconti di viaggio, da pischellina qual sono faccio tesoro per il mio futuro e ribadisco: devi scrivere una guida per aspiranti viaggiatrici chic!
    4.ahhhhhhhhh all’ultraterrena blogger Giuls fischiano le orecchie ;-D Vi ringrazio, siete l’una la mia arbiter elegantiae e l’altra la mia voce intellettuale di riferimento xD

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      😀 Grazie tesora sono onorata e commossa del ruolo di cui mi hai investita!!!

      Io sono stata a Disneyland a Los Angeles (e non ero neppure tanto bambina, anzi!) e mi sono divertita come una pazza! Mamma mia mi ricordo ancora il salto nell’iperspazio nell’attrazione dedicata a Guerre Stellari e le gallerie di Indiana Jones! E le Spaces Mountains?! Un delirio!!!
      Quindi anche se la maggior parte delle città americane sono super tamarre W i loro parchi divertimento!

      In questi giorni sto indossando praticamente solo i jeans presi da GAP! Sono comodi, morbidi ed hanno una vestibilità fantastica! Calzano a pennello, altro che Zara! Tra l’altro sono inviperita contro Zara perché a Roma ho preso un paio di 5 tasche blu intenso e mi stanno da schifo! Lì per lì sembravano carini e la taglia scelta sembrava giusta, ma dopo averli indossati nemmeno due ore si sono allentati tutti! Risultato: riesco a sfilarmeli da allacciati tanto sono diventati larghi! Che rabbia!
      Comunque non avevo dubbi che i prezzi dei marchi americani fossero gonfiati in Italia: alcuni anni fa in California avevo preso delle cosette di Tommy Hilfinger che lì costa quanto Zara da noi, se non di meno… mentre in Italia ce lo fanno pagare quasi quanto Ralph Lauren (che poi per inciso negli USA anche Ralph Lauren te lo tirano dietro!)

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      No dai tesoro!
      Miami è veramente una cafonata di città! Al limite hai il permesso di manifestare invidia quando leggerai il post sulle Florida Keys che sono davvero belle!
      Baci :-***

  • Elettra

    Carinissimo questo reportage!!
    Miami non è assolutamente un posto che visiterei per tutta una serie di cose che prima immaginavo e di cui ora, dopo il tuo post, ho la certezza.. Non mi ispirava e continua a non ispirarmi..
    Ma come mai avete fatto il break di primavera proprio lì (come Homer e famiglia d’altronde: ADORO..)
    *

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Abbiamo scelto la Florida più che altro per il clima!
      Negli ultimi due anni avevamo fatto delle brevi vacanze a febbraio scegliendo Dubai e il Cairo, ma quest’anno il Medioriente è una polveriera e quindi ci siamo detti: dove andiamo?!?
      Quando i giorni sono pochi non mi piace programmare viaggi in Paesi molto particolari perché poi si riesce a vedere poco o niente, quindi per le vacanze brevi cerchiamo di scegliere posti con un buon clima, dove ci si può rilassare e dove si arriva senza troppi scali aerei.
      Mi sarebbe piaciuto tantissimo tornare in Giamaica per esempio, ma da Miami avevamo ancora qualche ora di volo e poi da Kingston per arrivare alla costa nord orientale che è quella più bella e selvaggia ci vogliono ben 4 ore di macchina e quindi abbiamo dovuto rinunciare.
      Comunque prima o poi a Miami sarei andata comunque perché da un certo punto di vista mi incuriosiva e le Florida Keys sono davvero bellissime, quindi alla fine non è stata male come vacanza!
      E poi se non altro ho depennato per sempre questa città dalle destinazioni possibili 😀

  • Serena

    Carissima amica mia! Che bel post!!!
    So bene che gli statunitensi sanno essere straordinariamente….ehm…..”rustici” ma a me gli USA mancano veramente tantissimo!!!!E non vedo l’ora di poter nuovamente calcare i marciapiedi della mia amata NY!!!!Non ci torno da troppi anni!!!Ma il mondo è talmente grande e ci sono sempre talmente tanti posti nuovi da vedere!!!
    In questi giorni vivo immersa in un’atmosfera fortemente ottocentesca e romantica….non faccio altro che ascoltare la nona sinfonia di Beethoven ed intonare a squarciagola l’inno alla gioia….gli altri abitanti della casa mi osservano con sguardo attonito 🙂 e temono che mi possa trasformare nel protagonista di Arancia Meccanica 🙂
    Se non sono indiscreta posso domandarti che musica ti piace ascoltare?
    Ti abbraccio

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao cara,
      anche io spero di tornare presto a NY che è una città stupenda e molto poco “americana”. Ed è proprio questo il motivo principale per cui mi è piaciuta tanto: NY è abbastanza immune al cattivo gusto imperante negli USA, ed ha aspetti molto “europei”.
      Insomma tutto il contrario di Miami 😀
      E pensa che quando ho preso i biglietti aerei per la mia vacanza di primavera ero indecisa proprio tra queste due città! Alla fine ho scelto Miami un po’ per visitare un posto nuovo, un po’ per il clima (fine marzo a NY non è un granché), ma soprattutto perché volevo una settimana di relax totale e a NY sarebbe stato impossibile riposarmi!

      Riguardo alla musica ascolto un po’ di tutto a seconda dell’umore del momento. E quando dico un po’ di tutto lo intendo nel senso letterale del termine: spazio dalla musica sufi alle colonne sonore di Bollywood, dai canti di preghiera tibetani al rock, dalla musica classica a quella celtica.
      Tra i miei cantanti preferiti metto sicuramente Loreena McKennitt, Rod Stewart, Francesco de Gregori… ma ce ne sono tanti altri che ascolto. Mi piace molto la musica anni ’70 e quella anni ’80, del periodo dell’adolescenza mi è rimasto l’amore per i Bon Jovi (andrò al concerto a luglio!), e poi mi piacciono un sacco di gruppi e cantanti “contemporanei” più o meno conosciuti.
      In questo periodo sto rispolverando Simon & Garfunkel e mentre ti scrivo sto ascoltando la colonna sonora di Lord of the Ring! Insomma un pot-pourri di generi e stili!
      Un abbraccio!

  • Fabiana

    Ciao ,sono riuscita a mandarti l’e.mail al tuo indirizzo? e soprattutto è comparso il mio indirizzo per un’eventuale tua risposta? Si vede che non sono tanto esperta digito invia e poi spero nell ‘ aiuto del cielo.. belli tutti questi commenti su Miami che ricordo ancora come un delirio di cafonaggine!

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Fabiana,
      l’email è arrivata e stavo giusto per andare a risponderti 🙂
      Bellissima la definizione di Miami come “delirio di cafonaggine” 😀
      Un abbraccio.

  • kamila

    anche io ho una luuunga mappa di tutti i negozietti vintage dei vari posti che visito!! ho fatto un post proprio su londra !
    ah miami, meta da raggiungere!!! bel blog 🙂

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Kamila!
      Sono molto curiosa di leggere il tuo post sullo shopping vintage a Londra… così magari la prossima volta che vado saprò dove fare acquisti!
      Grazie per la visita e a presto 🙂

  • benedetta

    Sto cercando anche io un paio di jeans a zampa ma non vorrei spendere troppo xche’non so quanto li usero’. Gap e’una soluzione interessante e, visto che giovedì’devo andare a Milano x lavoro, credo proprio che andro’a farci un giretto di shopping.
    Bellissimi i tuoi bracciali in bachelite,sono la mia mania del momento. Io ne ho presi alcuni da Angela Caputi a Firenze e, devo dire, belli belli belli!
    Buona giornata
    Bacioni

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Benedetta,
      Gap è senz’altro la soluzione ideale: non so se i prezzi italiani sono come quelli americani, ma i jeans a zampa li ho pagati veramente una stupidata (sui 60 $) e sono proprio comodi perché la tela è morbida e leggera, perfetta per l’estate.
      Ho sentito parlare un sacco dei bracciali di Angela Caputi e devo assolutamente passare a vederli la prossima volta che andrò a Firenze!
      Grazie per avermelo ricordato 🙂
      Un bacione :-***

  • Torquemood

    Allora tesora. Quello che ho da scriverti è molto lungo e complesso, quindi abbi pazienza. Innanzitutto amo il tuo modo di descrivere: oltre ad essere la mia blogger italiana preferita in fatto di abiti, lo sei anche nel modo di parlare in maniera elegante e piacevole- e scusa se è poco- di ciò che vivi. Poi ci sono cose ultraterrene da raccontare che nessuno sa fare meglio della Giuls, ma, dato che sei una sua sostenitrice accanita, penso che questo lo sappia pure tu.
    Miami, come ti avevo già detto prima della tua partenza, io la amo per i telefilm che amo; probabilmente non sono gli stessi che guardi tu, perché i miei danno un’immagine di questa città assolutamente cupa e violenta.
    La Miami di Dexter è una Miami con filtro giallo, shekespeariana e malata dove il cacciatore combatte con la preda giorno dopo giorno. Il glamour è come una jungla per nascondere le tracce del predatore. Lo stile che ammiro è quello di Debra Morgan: gambe chilometriche coperte di jeans attillati e camicie da uomo. Straordinaria.
    L’altra è quella di CSI: le donne sono talmente maschili e asettiche da sembrare assolutamente chic la qualvolta che viene in mente loro di indossare una mariniere.
    Miami cupa, un assoluto ossimoro all’idea comune che se ne ha di città del divertimento. La amo proprio per questa brutale contraddizione. Detto ciò, sarebbe una delle ultime mete che sceglierei per un viaggio negli States, che rimane uno dei miei più grandi sogni.
    Come avrai capito non amo la vacanza per la vacanza; non andrei mai negli Emirati Arabi, per esempio, se non come mia ultima meta. Detesto tutto ciò che è turistico; gli hotel per quante stelle possano avere son sempre luoghi assolutamente impersonali che mi danno l’angoscia, i circuiti classici, insieme ad altri mille beoti, mi fanno pensare di esserlo a mia volta. Il mio post “la mia Parigi” voleva essere appunto dimostrazione che della città, che è il luogo della banalità per eccellenza, io ho trovato la mia personale lettura che esula dalla visione assolutamente stereotipata dell solite fashion victims (c’è da dire che io a P. ci sono sempre andata per motivi di studio più che di shopping).
    Mio fratello lavora da tre anni come istruttore di vela alle Maldive e a me non è mai venuta la voglia di recarmi in un posto simile, anche perché sono stata terrorizzata dai suoi racconti di italiani bestie che vanno lì, in residence da cinque stelle, a fare gli italiani. Per me la vacanza infine non esiste, esiste il viaggio che significa abbandonarsi ad un luogo cercando di carpire la sua essenza, i suoi colori e i suoi profumi e cercare una dimensione diversa dalla mia realtà. Quello che più ho gustato in Normandia e in Bretagna è che non ho visto nessuno dei soliti luoghi comuni del fashion, ne erano tutti assolutamente ed adorabilmente privi. Nei negozi, addosso alla gente, per le strade, non c’era nulla di quello con cui noi FB conviviamo tutti i giorni. La gente si vestiva solo per coprirsi e non per apparire; non posso fare a meno di pensare che il leopardato di Miami sia, in fondo, la stessa cosa: righe bretoni, animalier miamasco.
    Il luogo dove andrei a fare le mie vacanze di metà stagione sarebbe piuttosto il sud america. Per anni sono vissuta dentro all’ossessione per il Brasile, ed avevo già preparato il mio passaporto per andarci a vivere, ma è capitata una piccola creatura a cambiare le mia rotta. Ora sono forse più attratta dall’Argentina, più quieta ma più misteriosa.
    Tutto ciò dovrei farlo rinunciando ai miei soliti spostamenti in Francia, che considero la mia patria ideale, e credimi, nonostante la vicinanza, non è affatto una scelta economica. Amanti del bere e del mangiare una settimana francese potrebbe corrispondere ad un mese nelle Maldive. E’ che sono una maledetta maniaca e che tornerei, come del resto faccio, più e più volte sempre negli stessi luoghi, per essere sempre meno turista.
    Bene cara. dopo questo delirio di quasi mezzanotte ti mando un bacio augurandomi che tu prima o poi possa prendere in considerazione l’idea di tornare in Costa Azzurra e Provenza sotto la mia guida. Secondo me ci potremmo divertire un sacco, lasciando i nostri signori alle loro lamentele!
    scier de love bebi!

    E voglio proprio vedere il post delle Keys. Hemingway è assolutamente il mio scrittore preferito!

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao cara,
      innanzitutto grazie per i complimenti (e sappi che condivido in pieno la tua opinione sulla nostra Giulia!)
      In effetti la mia conoscenza di Miami attraverso i telefilm è abbastanza superficiale: guardo CSI Miami ma solo saltuariamente e tra l’altro mi sono resa conto di non riuscire neppure a riconoscere scorci della città perché nel telefilm sono frequenti le riprese aeree che ti danno una visione d’insieme che da terra non avrai mai purtroppo!
      Comunque quando ho scelto Miami come destinazione di vacanza fuori stagione l’ho scelta proprio per fare una “Vacanza”: ozio, piscina, shopping, macchina decapottabile… siamo andati perfino in discoteca (brrrr…!)
      E’ stata la pausa relax un po’ come lo era stato il Kenya con la mia amica a novembre: sole e mare fino alla nausea (e infatti in Kenya me ne ero andata due giorni allo Tsavo perché non ne potevo più, ma pensa che la mia amica non è voluta venire perché non voleva “sprecare” nella savana due preziose giornate di mare!)
      Poi anche per me il Viaggio è tutta un’altra cosa!
      Il Viaggio in Europa è sostanzialmente un’esperienza eno-gastronomica (specialmente quando la destinazione è la Francia!) quindi come hai detto tu si rischia di spendere di più per trascorrere una settimana in Provenza o a Parigi che per andare ai Tropici! (E oltretutto c’è anche la continua tentazione dello shopping che è l’altra grande piaga!).
      E poi c’è il Viaggio nelle mie mete del cuore che è anche un viaggio interiore ma che è fatto di sacrifici: in piedi fin dall’alba, caldo, umidità, lunghe ore di macchina su strade impervie per raggiungere un tempio nella foresta o un palazzo nel deserto…
      Ma anche in questi luoghi rimane (purtroppo o per fortuna) il mio attaccamento alle cose materiali: quindi la sera devo ritirarmi in un nido pulito e lussuoso per riprendermi, devo farmi un massaggio, e magari avere anche una piscina per fare una nuotata ristoratrice. Per il mangiare invece non ho problemi, anzi! Adoro mangiare nelle bettole più impensabili dove a nessun italiano verrebbe mai in mente di fermarsi!
      E a questo proposito mi fanno mortalmente arrabbiare gli italiani che pretendono di mangiare cibo italiano anche in cima all’Himalaya! Liberatevi dalla schiavitù del piatto di pasta e dell’espresso e imparate che al mondo esistono anche cose più buone! (vabbé io non faccio testo perché non bevo caffè e mangio pasta non più di due volte a settimana!)
      Quindi per me esiste la Vacanza (e gli Emirati Arabi, nonostante non ci sia davvero niente da vedere, sono uno dei luoghi ideali, perché uniscono le bizzarrie e il lusso di Las Vegas, lo shopping sfrenato di Parigi o NY e il favoloso cibo mediorientale!) ed esiste il Viaggio.
      Anche negli Usa ci sono potenziali mete di Viaggio però: gli Stati del Sud per esempio e la mitica New Orleans… peccato che sia arrivata Katrina e poi gli incidenti petroliferi 🙁
      Oppure il New England in autunno… o ancora nel continente Americano il Canada più selvaggio e le antiche civiltà di Messico e Perù, tutti posti che prima o poi vorrò visitare.
      Pensa che in Argentina vivono i genitori di una mia zia (tra l’altro lei ha avuto un infanzia da sogno degna di un romanzo della Allende, in una grandissima fattoria nella Pampas!) ma non mi sono ancora decisa ad andare!
      Il post sulle Keys lo scriverò nei prossimi giorni ma ti anticipo già che, nonostante le abbia trovate bellissime, si tratta comunque di Caraibi “epurati” ed americanizzati.
      Baci tesora :-***

      P.S. wow… tuo fratello fa l’istruttore di vela alle Maldive?!? Io vorrei tornare insieme al Signor G. ma non ne ho il coraggio: quando sono stata alle Maldive (in uno dei tipici villaggi italiani 5 stelle in cui si mangia italiano e si fa gli imbecilli dalla mattina alla sera con gruppi di animatori imbecilli) avevo 17 anni e quindi mi sono divertita tantissimo. Ora penso che potrei commettere qualche omicidio!

      • Torquemood

        Come non comprendere il tuo spirito omicida; mi sono beata in B e N di aver sentito parlare solo due italiani. Il resto che ti ho scritto in realtà devo ammettere che è da rosicona. E’ chiaro che se potessi permettermele anche io farei vacanze al solo scopo di essere vacanze. Per esempio, a gennaio ero veramente tentata di annullarmi da mio fratello, sopportando orde di italiani che mangiano spaghetti tutti i giorni e chiedono caffè italiano (io non mangio quasi mai pasta e bevo il caffè lungo, adoro il Nescafé, per dirtene una). Avrei però dovuto rinunciare al viaggio semi- spirituale che ho fatto e sono stata estremamente felice della mia scelta. Ti dirò una cosa che ti farà morire d’invidia (ecchccavoli, ogni tanto provala anche tu nei miei confronti! 😉 ). I migliori amici dei miei genitori risiedono a Victoria nella British Colombia e ci tartassano perche ci vogliono lì. I miei sono stati un mese ad agosto e mia mamma non è ancora tornata, non credo lo farà mai più, mentalmente. E’ davvero un posto favoloso, tanto da tentarmi di fare qualche domanda all’ università di victoria per insegnare letteratura italiana. Purtroppo il Cattivone è assolutamente contrario all’idea di espatriare per un po’. E” un ligure fatto e finito, ed in più ha cambiato duemila case nella sua infanzia, per il lavoro del padre (ha vissuto anche tre anni a Parigi, sotto la Tour, il maledetto), e vuole solo continuare a vivere il resto della sua esistenza nel nostro piccolo villaggio, che devo ammettere è una sorta di paradiso terrestre. Quindi, quando mi concede una settimana di vacanza, la vecchia europa è obbligatoriamente la nostra meta. bacio cara, è un piacere discorrere con te!

        • bailing
          Bailing L'autore dell'articolo

          Purtroppo gli italiani in vacanza si trasformano in Esseri rumorosi e profondamente molesti e scovare destinazioni dove ce ne sono pochi è una vera pacchia (altro difetto di Miami è infatti quello di essere piena zeppa di italiani!)

          Comunque amica citando la British Columbia mi hai fatto venire i lacrimoni agli occhi: è uno dei posti del Mondo che fa parte della mia Wish List dei Viaggi da Sogno insieme ad altri luoghi remoti tipo il Mustang Tibetano, la Namibia e la Mongolia *__*
          Un sacco di tempo fa ho trovato su un giornale di viaggi un articolo su questa provincia canadese e sono rimasta folgorata: era un viaggio super naturalistico, tutto fiumi, foreste ed animali selvatici con degli eco-lodge da sogno!
          Ora posso pure capire che il Cattivone voglia condurre il resto della sua esistenza in Italia e che magari espatriare nel Profondo Nord a due passi dall’Alaska è chiedere troppo… però dovete assolutamente accettare l’invito dei vostri amici e trascorrere almeno qualche settimana da loro!!! Io approfitto sempre dei miei amici sparsi per il Mondo per auto-invitarmi come loro ospite… e voi che avete ricevuto continui e pressanti inviti SPONTANEI li rifiutate?!?
          Facciamo una cosa: partiamo verso il Continente Americano per trascorrere un mese nelle pampas argentine dai miei parenti acquisiti, e un mese nelle foreste canadesi dai tuoi amici 😀
          Sono sicura che torneremmo rigenerate ed in pace con il mondo!!!
          Baci amica :-***

          • Torquemood

            Ahahhahahhahahahaahahahahah! Sarebbe fantastico! E poi guarda i canadesi, almeno quelli che conosco io, sono davvero fantastici.
            Riguardo agli italiani cosa dicevamo? Che in vacanza diventano molesti e rumorosi… solo in vacanza, sei sicura?
            😉

          • bailing
            Bailing L'autore dell'articolo

            Eh amica… non voglio fare quella snob che si scaglia contro il malcostume italiano sempre e comunque… ma tanto ci siamo capite e sappiamo di pensarla esattamente allo stesso modo 😉
            Ti dico solo che mi è capitato l’anno scorso ad Oslo di vergognarmi come una ladra di essere italiana grazie ad un gruppo di connazionali (di una città che non sto a citare per non fare quella con i pregiudizi) che hanno scatenato un litigio furibondo che è quasi finito in rissa con degli indiani su un traghetto, per questioni di posti a sedere. (Tanto che ho detto al Signor G. “stiamo zitti o parliamo in francese”).
            La cosa bellissima è che gli indiani baccagliavano in inglese e gli italiani in dialetto, e ad un certo punto una delle indiane (inviperita dal fatto che quelli non capivano un H di inglese) ha urlato in italiano “italiani vaffanculo!”
            Che vergogna!!!
            Comunque è ovvio che quelli che si comportano da emeriti cafoni in vacanza, fanno altrettanto nella vita di tutti i giorni… solo che forse (purtroppo) nella vita di tutti i giorni ce ne accorgiamo di meno.

  • benedetta

    Ciao Roberta,
    post delizioso sebbene Miami non sia la meta capolista della mia lista viaggi. Come hai intuito ho gusti molto più orientaleggianti.
    Hai passato bene le vacanze? Io sono rientrata dal mare, relax, buona compagnia e, purtroppo, poco sole.
    Te hai trascorso bene le feste?

    Grazie per i tuoi consigli in fatto di arredamento… sarei curiosa di vedere qualche foto della tua casa
    Un bacio e buona settimana

    Benedetta

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Benedetta,
      anche io ho gusti decisamente orientaleggianti in fatto di viaggi e infatti non ero più stata negli Usa da parecchi anni a questa parte. Ma visto che quest’anno il Medio Oriente non era la meta più sicura mi sono detta “proviamo la Florida”… uhm, no! Decisamente meglio il Marocco (che adoro e dove voglio tornare prestissimo) e perfino gli Emirati Arabi, benché siano pochissimo folkloristici.
      Io ho trascorso le feste a casa, con un tempo molto uggioso ma almeno ci siamo rilassati e riposati. Abbiamo dormito sempre fino a tardi, abbiamo rivisto un sacco di amici, insomma un week end lungo super tranquillo!

      Appena ho un attimo di tempo scatto qualche foto di casa mia e te la mando… o magari ci faccio un post sull’home design!
      Un bacione e buona settimana anche a te :-***

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Kris,
      mi dispiace ma non sono riuscita a risalire al nome dalle foto scattate. L’unica cosa che posso dirti è che non è molto distante dal Colony Hotel e dal Pelican!

  • Alessia.landi@gmail.com

    Wow!! Salvato il post tra i preferiti e domani a lavoro me lo stampo: lo metto fra le mie guide, dovessi mai andare a Miami lo usero’ di sicuro!

    Una cosa sola: il tuo ragazzo è un santo di suo o hai delle tecniche particolari per convincerlo a seguirti in una giornata intera di shopping folle?? Perchè il mio dà in escandescenze quando mi fermo alla prima vetrina!! Se hai qualche trucco fammi sapere ;D

    Un bacio

    Al
    -The Red Dot-

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Alessia,
      hai toccato proprio un punto dolente 😀
      Il mio fidanzato da questo punto di vista è abbastanza tollerante nel senso che si annoia a venire con me per negozi, ma quando è costretto a farlo per motivi contingenti, lo fa senza rompere più di tanto.
      Però considera che di solito nei posti dove il mio scopo principale è fare acquisti vado da sola!
      Infatti ad Anversa sono venuta in solitudine, se devo andare una giornata a Roma o a Firenze o a Bologna per fare acquisti vado da sola, e quando viene anche lui a Parigi insieme a me ci vediamo solo di sera (anche perché lui detesta anche tutti i miei musei preferiti!)
      Diciamo che abbiamo cercato di trovare questo compromesso: mi accompagna solo quando non si può fare altrimenti e in effetti a Miami non ha potuto fare altrimenti perché guidavo io e non avrebbe saputo in che altro modo trascorrere la giornata 😛
      Un bacione e buona Pasquetta :-***

      • Al

        Oh che bellezza! Buono a sapersi che non sono l’unica sciroccata che se ne va week-end e giornate in giro da sola per godersi shopping, musei e piccole fissazioni in libertà!! Figurati che sono arrivata ad andare pure in Giappone da sola per questo motivo XD (e ci tornero’ anche! Ovvia! :D)

        un bacione!

        • bailing
          Bailing L'autore dell'articolo

          wow… addirittura in Giappone da sola!!!
          Fin là mi sa che non oserei mai, soprattutto dopo aver visto Lost in Translation: con il mio scarso senso dell’orientamento e tutte le indicazioni scritte in giapponese (ma è vero che non ci sono cartelli in inglese neppure nella metro?!) andrei subito nel panico!!!
          Comunque sei sempre di più la mia eroina 😉

  • Fabiana

    Ciao, gli auguri di buone feste valgono anche in ritardo? Son appena tornata da Madrid ed ero in crisi di astinenza per non aver potuto vedere i tuoi adorabili post. Ora mi sono aggiornata e son più tranquilla. Brava brava! Sei sempre un palmo sopra la media per cultura, conoscenza e buon gusto. Il nuovo profumo di Hermes per caso si chiama “En giardine de le Toit “? L’ho visto ieri all’aereoporto ma essendo colpita da un’anosmia feroce non ho osato comprarlo.Il signor marito usato come naso e oracolo ha detto “è fresco” , pazienza continuerò ad usare gli altri 2 giardini ( sur le Nil, apres le Mousson ) di cui trattengo ancora la memoria olfattiva.

    • bailing
      Bailing L'autore dell'articolo

      Ciao Fabiana,
      grazie mille per gli auguri! Che meraviglia trascorrere il week end di Pasqua a Madrid, almeno avrai avuto un po’ di sole e di caldo!
      Qui il week end è stato un disastro: nuvole, pioggia e pure temperature basse!

      Esatto, il profumo di Hermès è Un jardin sur le Toit ed è ispirato al piccolo giardino che hanno costruito sul tetto della Maison a Parigi (chissà se si può visitare! Deve essere una delizia!).
      Anche io sono un’accanita consumatrice di Jardin e infatti utilizzo proprio gli stessi che usi tu: il giardino sul Nilo e quello dopo il Monsone (che adoro, anche perché è uscito proprio l’estate che sono stata in India e quindi mi era sembrata una coincidenza meravigliosa!)
      Questo nuovo (che ho preso mercoledì a Roma) mi piace molto ed ha ragione tuo marito: è veramente fresco.
      Lo definirei un profumo “verde” ma d’altronde anche gli altri due lo sono.
      Rispetto al Mousson questo non ha i toni speziati, ma molti toni fioriti ed aromatici: mela, pera, basilico, erba verde, magnolia e rosa.
      Il naso è il solito Jean-Claude Ellena che oltre ad aver creato tutti i Giardini ha creato anche i meravigliosi Hermessence, che si trovano anche in formato da viaggio a 25 euro la boccetta. Io ne ho preso una scatolina da 4 l’anno scorso in aeroporto a Monaco, scegliendo due fragranze floreali e due speziate, e devo dire che Rose Ikebana mi piace quasi quanto i Giardini!
      Mi dispiace tanto per la tua anosmia, spero sia temporanea perché è davvero triste non riuscire a sentire più odori e profumi 🙁
      Un abbraccio e buona Pasquetta.