A proposito di escapades veneziane ed archeo-enologia lagunare. 2


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Venerdì scorso sono stata invitata dal Consorzio Vini Venezia alla presentazione stampa di un progetto di archeo-enologia molto affascinante: quello che ha visto il recupero, il censimento e la mappatura del Dna di tutte le varietà di vite ritrovate nella Laguna di Venezia e la creazione di un vigneto sperimentale sull’Isola di Torcello, nell’incantevole tenuta di Villa San Giovanni.

Last Friday I was invited to Venice by the Consorzio Vini Venezia for the official presentation of a fascinating project in the balance  between archeology and oenology: the recovery and the census of all the vines found in the Venice Lagoon, to plant an experimental vineyard in the charming Estate of Villa San Giovanni, in Torcello Island.

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Ma andiamo per ordine: abbiamo lasciato Venezia nella tarda mattinata di un’incantevole giornata autunnale e ci siamo imbarcati alla volta dell’Isola di Torcello, che abbiamo raggiunto dopo circa un’ora di navigazione.
Quest’Isola, che è stata in passato uno dei più antichi e prosperi insediamenti della Laguna e che conta oggi appena 18 abitanti, per me è stata una meravigliosa scoperta: è un luogo incantevole e quieto, lontano dai percorsi turistici veneziani ed immerso in un idilliaco e bucolico isolamento.

But go in order: we left Venice in the late morning of a lovely autumn day and we sailed to Torcello.
This island in the past was one of the oldest and most prosperous urban settlment in the Lagoon, but now here are living only 18 people!
For me Torcello was beautiful discovery: it’s a charming an quiet place, away from the venetian tourist routes and deep in a very idyllic and bucolic countryside.

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Scesi dalla barca abbiamo fatto una piccola passeggiata a piedi lungo i canali e abbiamo attraversato l’antico e caratteristico Ponte del Diavolo (che insieme al Ponte Chiodo a Cannaregio rappresenta l’unico esempio superstite di ponte veneziano senza parapetto) per dirigere infine i nostri passi attraverso i sentieri dell’Isola di San Giovanni Evangelista.
Un piccolo ponte ombreggiato da un fitto pergolato, un cancello semi-nascosto tra la vegetazione e finalmente si è rivelato ai nostri occhi tutto lo splendore autunnale di Villa San Giovanni, circondata di rose tardive, rampicanti e alberi di melograno.

We took a little walk along the canals, we crossed the old and very typical Ponte del Diavolo and we arrived at San Giovanni Evangelista Island, where finally the autumnal magnificence of Villa San Giovanni, with his tardive roses, his creepers and his pomegranates, has revealed to our eyes.

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Potete immaginare una cornice più incantevole per un pranzo al fresco?
Abbiamo mangiato in veranda, sotto a un soffitto di foglie autunnali, godendo appieno (dopo le bizzarrie climatiche dell’Estate appena conclusa) di una Indian Summer in anticipo, letteralmente ammaliati dalla bellezza di questo giardino lagunare.

Could you imagine a more charming setting for an al fresco lunch?
We’ve eaten in the sunroom, under a ceiling of red leaves, fully enjoying the beauty of that lagoon garden and the warmth of that early Indian Summer.

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Dopo pranzo abbiamo avuto modo di scoprire più da vicino questo progetto ambizioso che si prefigge l’obbiettivo di recuperare la memoria di un passato remoto e di restituire a Venezia il suo patrimonio viticolo.
Il Consorzio Vini Venezia, in collaborazione con l’Università di Padova e di Milano, il CRA-Vit di Conegliano, il Professor Attilio Scienza e il Dr. Tiberio Scozzafava dell’Università di Berlino, ha iniziato nel 2010 un attento lavoro di recupero dei vecchi vigneti di Venezia e delle sue Isole, cercando all’interno di conventi, broli e giardini tutti gli esemplari che si fossero salvati dalla filossera, con lo scopo di scoprirne l’origine e le caratteristiche e di creare una mappatura e una banca genetica delle antiche Viti Veneziane.
I campionamenti sono stati effettuati tra il 2010 e il 2012 in 11 località comprese tra la città, la Laguna Nord e la Laguna Sud e hanno portato alla scoperta di un patrimonio di varietà molto interessante, formato da alcune viti sconosciute accanto ad altre già conosciute, ma con “habitus” non caratteristici e particolare resistenza alle malattie.
Come spiegato nel libro “Il vino nella storia di Venezia” che racconta il progetto, sono state raccolte complessivamente 68 piante e sono stati ottenuti, attraverso l’analisi del Dna, 25 profili.

In the afternoon we learned more about this project that given back to Venice its wine heritage.
The Consorzio Vini Venezia worked with Padova and Milano Universities, Conegliano’s CRA-Vit, Prof. Attilio Scienza and Dr. Tiberio Scozzafava from Berlin University and, between 2010 and 2012, collected 68 vine plants, found in lagoon cloisters and gardens, and created a database, doing a mapping of Dna.

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 Il vitigno più esotico è sicuramente quello ritrovato sull’Isola di San Lazzaro degli Armeni dove, nei terreni del monastero, è stata identificata una varietà a bacca bianca denominata Rushaki, che è risultata essere un incrocio ottenuto nel 1932 tra il Mskhali e la Sultanina presso l’Istituto armeno di ricerca per la viticoltura, l’enologia e le piante arboree di Yerevan.

Tutte le viti recuperate nel corso di questo progetto, insieme ad alcune varietà storiche presenti da centinaia di anni nella Laguna di Venezia, saranno ospitate all’interno del vigneto sperimentale di Torcello e di un altro piccolo vigneto, inserito nel progetto di edificazione di un giardino mistico nella città di Venezia, all’interno del convento dei Carmelitani Scalzi, ordine monastico famoso per i suoi giardini dei semplici (carmel  in ebraico significa giardino fiorito) e per la produzione dell’olio officinale di melissa.

The most exotic vine variety was found in San Lazzaro degli Armeni Island and it’s a Rushaki white grape hybridized in Yerevan.
The Torcello vineyard is not the only experimental vineyard created in Venice: the Consorzio Vini Venezia in fact is also working on another project in Carmelitani Scalzi’s cloister, that involves the creation of a mystical garden.

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Il vigneto sperimentale di Torcello sarà aperto al pubblico durante l’Expo 2015 nell’ambito di alcuni itinerari a tema eno-gastronomico che coinvolgeranno il territorio veneziano.
Se avete voglia di scoprire qualcosa in più a proposito di questo progetto potete acquistare il volume “Il vino nella storia di Venezia” sul sito della casa editrice Biblos, qui. 
La tenuta di Villa San Giovanni sull’Isola di Torcello può essere affittata per eventi e cerimonie o semplicemente per una vacanza speciale.
Per info e prenotazioni potete contattare i proprietari, qui.

The Torcello Vineyard will be in public view during the 2015 Expo, as part of wine tasting tours in Venice area.
If you would learn more about this project you could buy the book “Il vino nella storia di Venezia” here.
Beautiful Villa San Giovanni can be rented for events and ceremonies or for a special holiday.

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Dopo la bellissima giornata a Torcello abbiamo navigato nuovamente sulle acque della Laguna durante una gloriosa golden hour  diretti a Venezia, dove ci aspettava una cena molto speciale.
Ma questa è un’altra storia e ve la racconterò nei prossimi giorni.

After the beautiful day in Torcello we went back to Venice during a gorgeous golden hour for a very special dinner.
But that’s another story and I’ll tell you very soon.

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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.


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