Living in NY #1. La neve, i parcheggi e Matisse. 1


Un saluto dal mio piccolo angolo di mondo: la mia New York ancora immersa in una magica atmosfera invernale!
Ultimamente è nevicato moltissimo in città e anche se il freddo ci ha causato non pochi problemi devo ammettere che la neve rende tutto bellissimo. Quando nevica amo fare lunghe passeggiate al Fort Tryon Park, che è vicinissimo a casa mia: mi piace contemplare gli alberi, l’Hudson River con le sue lastre di ghiaccio galleggianti e la sagoma del Washington Bridge.

Greetings from my little corner of the world and my little corner of New York City!
It has been snowing a lot here lately, and has been very cold. It poses problems for some people but it is really very beautiful. When it snows I like to walk through Fort Tryon Park, which is just down the street from me, and contemplate the views of the trees, the Hudson River and the George Washington Bridge. Because of the freezing temperatures the river has ice floating on it, which does not happen often because the water is brackish.
The snow has not been melting and so our park remains a truly magical place!

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A New York City una cosa che dobbiamo affrontare ogni santo giorno è la FOLLA: qui c’è un sacco di gente ovunque, visto e considerato che siamo nella città più popolosa degli Stati Uniti con oltre 8,4 milioni di abitanti e anche in quella più densamente popolata con oltre 27.000 persone per miglio quadrato!
Non è un problema se si amano le persone come le amo io, ma ovviamente oltre alle persone ci sono anche le macchine e vi assicuro che possedere un auto a NY può diventare un problema molto grosso!
Dove vivo io c’è una continua lotta tra vicini per il parcheggio migliore (che ovviamente è quello subito sotto casa) e, una volta conquistato il “Nirvana del Parcheggio Perfetto”, il desiderio comune è quello di lasciare l’auto parcheggiata lì vita natural durante!
Ora provate ad immaginare cosa succede a NY quando nevica per settimane e oltre al problema del parcheggio abbiamo anche quello delle auto sepolte sotto alla neve! Devo confessarvi che quest’Inverno abbiamo pagato un ragazzo perché spalasse via la neve: soldi davvero ben spesi… anche se in effetti, una volta liberata l’auto, ci siamo detti che era meglio lasciarla dov’era (per non perdere il nostro Parcheggio Perfetto, capite?) e abbiamo preferito muoverci sempre in metro!

In New York City one thing that we face every day is the CROWDS!
Everywhere you go, there are people! Lots of people because New York is the most populous city in the United States with a population of over 8.4 million, and it is also one of the most densely populated in the U.S. with a population density of about 27,000 per square mile!
This is not a problem if you happen to like people, which I do. However, in addition to the people, there are the cars!
Now, this might not seem like such a big deal to you, but it is if you happen to own one of those cars: you see, there is the problem of parking your car!
It is basically a question of supply and demand. Where I live there is a constant battle among neighbors for the “best” parking spot. This is, of course, the spot directly in front of your building!
Once you “achieve Nirvana” and park your car in this perfect spot, you never want to move it again!
All of this becomes further complicated when it snows. After the snowplows come through and the streets and the sidewalks are cleared, our cars become buried and we have to shovel our way out.
I have a confession to make: earlier this winter we actually paid a boy in our building to dig out our car because it was so cold outside and there was just too much snow. We were happy, he was happy: money well spent, I say!
Of course after he liberated our car we did not drive anywhere because, as I’m sure you understand, we did not want to lose our perfect parking spot!
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Così qualche settimana fa io e mio marito abbiamo sfidato il freddo e la neve e siamo andati a Midtown (ovviamente in metro!) per visitare il MoMa e vedere la mostra “Henri Matisse: The Cut Outs”.
Questa mostra è stata così popolare da dover adottare il sistema degli ingressi a tempo e l’ultimo week end prima della chiusura il Museo è rimasto aperto tutta la notte, per smaltire la coda di visitatori, pazzesco vero? Nonostante le misure adottate per gestire la folla c’era così tanta gente da riuscire a muoversi a malapena attraverso le gallerie e non sono riuscita a godermi i quadri come avrei voluto.
La Mostra era dedicata all’ultimo periodo di Matisse quello dei cosiddetti “dipinti con le forbici”.
Il pittore, ormai anziano e malato, non era più in grado di utilizzare i pennelli e così usava grandi fogli di carta dipinti dai suoi assistenti in colori intensi e vibranti, ne ritagliava delle forme con le forbici e componeva poi dei collage. Lo straordinario senso del colore di Matisse si anima di nuova vita in queste opere così innovative, che hanno un approccio decorativo ma mai superficiale.
Al MoMa erano esposti alcuni pezzi molto piccoli, quasi intimi, destinati alla pubblicazione, ma anche enormi murales davvero impressionanti.
La mostra è stata incantevole ma naturalmente era vietato scattare foto e penso che gli addetti alla sicurezza avessero occhi anche sulla nuca, o comunque un olfatto speciale per beccare i trasgressori perché ovviamente, non appena ho azzardato qualche scatto clandestino, sono stata subito severamente redarguita! Ma d’altronde si sa, le regole sono regole!

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My husband and I recently traveled to Midtown (by subway, of course!) to visit MoMA (Museum of Modern Art) to view “Henri Matisse: The Cut-Outs.”
This show was so popular that entry was controlled by timed tickets, and on the final weekend they kept the exhibit open all night to accommodate the crowds! Crazy, right?
But even with all these measures it was so crowded that it was difficult to navigate through the galleries to properly examine the works of art.
The exhibit featured the late works of Matisse in which he “drew with scissors.” No longer able to paint due to illness, Matisse employed the technique of painting paper in solid vibrant colors and then cutting out shapes which he arranged into interesting and lively compositions.
Matisse’s extraordinary understanding and use of color really comes to life in these innovative works of art. The works range from small intimate pieces made for publications to murals that decorated large expanses of wall. His approach is decorative but not superficial.
The exhibit was beautiful but unfortunately it was forbidden to take photos. It seemed to me that the guards could smell people taking photos, or had eyes at the back of their heads! I have another confession to make: I took some photos but was repeatedly caught in the act by the guards who obviously took their job very seriously. Rules are rules!

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Così, dopo questo bagno di folla e di colori, siamo tornati a casa, nel nostro angolino tranquillo di NY dove molto spesso non accade niente di speciale, ma dove è sempre bello tornare a rifugiarsi, specialmente quando nevica!

It is great to have all that New York City has to offer within easy reach, but I am always happy to return to my quiet and peaceful uptown neighborhood where nothing much happens… especially when it snows!

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Olya

Informazioni su Olya

Olya vive insieme a suo marito Pavlo e al loro pigrissimo gatto Maksym nel quartiere di Washington Heights, a Nord di Manhattan. Dopo aver studiato Storia dell'Arte ha lavorato come insegnante, gallerista, curatrice indipendente e scrittrice e adora esplorare la città, visitando musei e gallerie d'arte e andando alla scoperta di posticini speciali dove mangiare. Nel tempo libero canta in un coro di musica sacra, si diletta nella decorazione delle "pysanky", le tradizionali uova pasquali dipinte di origine ucraina, e fa lunghi viaggi in macchina insieme a suo marito Pavlo, perdendosi in luoghi sconosciuti. Olya adora leggere, compilare i cruciverba del New York Times e cucinare ed è sempre alla ricerca di nuove ricette da sperimentare nella sua minuscola cucina newyorchese. Olya condividerà con voi i suoi indirizzi del cuore e le sue esperienze di vita in diretta dalla scintillante "Big Apple".


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