Living in NY #2. Ippudo. 2


New York non è solo piena zeppa di persone e di automobili ma anche di ristoranti: in città infatti ci sono interi quartieri dedicati esclusivamente alla nobile arte del mangiare! In particolare la 46th Strada, tra la 8th e la 9th Avenue, è così densa di ristoranti di ogni genere e specie da essere stata ribattezzata fin dal 1973 con l’espressione “Restaurant Row”.
Parliamo del quartiere dei Teatri dove la gente cerca sempre un posto dove fare uno spuntino, prima o dopo gli spettacoli e quindi, per forza di cose, la densità dei ristoranti aumenta; ma a dire la verità dovunque voi andiate a New York è davvero difficile che soffriate la fame perché in questa città si mangia ovunque e a qualsiasi ora del giorno e della notte!

[english translation at the bottom of the post]

Sicuramente starete pensando che, con tutta questa scelta, l’idea di mettersi in fila su un marciapiede per riuscire a mangiare in un ristorante è quanto meno pazzesca. Bhe… questo non è esatto! Perché ovviamente dipende da che cosa avete voglia di mangiare e da quanto fortemente lo volete!
Qualche settimana fa (durante il gelido inverno newyorchese) ho proposto ad un mio amico in visita da Philadelphia di fare una cenetta informale nel mio ristorante giapponese preferito, IPPUDO che è specializzato in ramen.

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Questo ristorante ha due location: una vicino al Restaurant Row, sulla 51th Street, e un’altra nell’East Village, sulla 4th Avenue tra la 9th e la 10th Strada.
Noi abbiamo scelto la location dell’East Village e ci siamo avviati per tempo: il ristorante apre alle 17.00 (ve lo dicevo che a NY si mangia a qualsiasi ora, no?!) e noi siamo arrivati con una mezz’oretta di anticipo.
Strategia totalmente inutile perché, quando abbiamo preso diligentemente posto tra gli avventori in fila sul marciapiede, avevamo già una cinquantina di persone davanti!

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Così, armati di santa pazienza, abbiamo iniziato la nostra lunga attesa fissando le lancette dell’orologio convenientemente collocato sopra la porta del ristorante, che si muovevano con lentezza atroce verso l’ora X.
Intanto anche la fila dietro di noi si allungava a dismisura e alle frequenti domande dei passanti sul tema “ma ne vale davvero la pena?!” tutti rispondevamo laconicamente in coro “Sì, è davvero così buono!”.
E così ce ne siamo stati per un bel pezzo su quel marciapiede, battendo i denti per il freddo e sognando la ricompensa di una ciotola fumante di zuppa Hakata Tonkotsu, una vera delizia a base di brodo di maiale e noodles, magari accompagnata da un bicchierino di sake.

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Pare che questa zuppa provenga dalla città di Hakata, nel Sud dell’isola giapponese di Kyushu (dove però il brodo di maiale è stato sostituito da brodo di pollo a partire dal 1937) e personalmente a me piace nella variante che prevede un uovo galleggiante nel brodo.
Certo a voler essere onesti bisogna ammettere che IPPUDO ha anche i suoi difetti: il ristorante è poco illuminato e c’è un sacco di confusione; oltretutto, ogni volta che entra qualche nuovo cliente o che i ramen fumanti attraversano la sala per essere depositati davanti ai commensali affamati, sarete sopraffatti da cori di urla incomprensibili in giapponese!
Ma il cibo è così gustoso e l’atmosfera è così divertente che si passa sopra volentieri a queste quisquilie!
Cenare qui non è un semplice pasto ma una vera e propria “esperienza”!
E poi amici miei dove altro potreste ordinare del gelato al sesamo nero per dessert?!

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New York is not only crowded with people and cars, but also with restaurants.  There are entire neighborhoods devoted entirely to eating!
In Midtown, 9th Avenue between 42nd and 57th Streets is thick with places to eat, especially
46th Street between 8th and 9th Avenues, which has officially been known since 1973 as “Restaurant Row.”
This is the theater district where many people look for a place to grab a bite before or after seeing a show. The fact is, restaurants abound just about everywhere you go in New York and, if you have money in your pocket, it is impossible to go hungry, day or night!
So you would think that with all these choices there is no reason to ever wait in line to eat. Right? Well, that depends on what it is that you want to eat and how badly you want it!
Some weeks ago (during the NY Cold Winter) I suggested to a friend visiting from Philadelphia that we have an early dinner at my favorite ramen noodles restaurant, IPPUDO.
This restaurant has two locations, one on 51th Street between 8th and 9th Avenues (near Restaurant Row) and another downtown in the East Village, on 4th Avenue between 9th and 10th Streets.
We arrived at around 4:30 PM at the East Village location: they open at 5.00 PM and I suspected that we might have to wait and sure enough, there was already a ragged line of at least fifty people ahead of us!
We waited and watched as the hands of a clock conveniently located above the entrance moved excruciatingly slowly toward 5. As we stared at the clock, many more arrived to wait patiently behind us. “Yes, it is THAT good,” we robotically answered to queries from passers-by about the quality of the food and whether it was worth the wait!
And so we stood hungry and cold, anticipating the reward of a hot and delicious bowl of Hakata Tonkotsu pork soup with noodles. And maybe a glass of sake.
Apparently this type of soup originates from the city of Hakata on the southernmost Japanese island of Kyushu where it is said that pork broth was first substituted for chicken broth in 1937.
Personally I like mine with a halved, seasoned, soft-boiled egg floating in it. 
The restaurant is dimly lit and there is a lot of yelling in Japanese every time someone new enters the restaurant, or when ramen is being spirited across the room toward some eager diner.
Yes, it is loud, it is quite dark, but it is fun and the food is tasty and satisfying: it is an “experience,” not just a meal!
And where else can you get black sesame gelato for dessert?

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Olya

Informazioni su Olya

Olya vive insieme a suo marito Pavlo e al loro pigrissimo gatto Maksym nel quartiere di Washington Heights, a Nord di Manhattan. Dopo aver studiato Storia dell'Arte ha lavorato come insegnante, gallerista, curatrice indipendente e scrittrice e adora esplorare la città, visitando musei e gallerie d'arte e andando alla scoperta di posticini speciali dove mangiare. Nel tempo libero canta in un coro di musica sacra, si diletta nella decorazione delle "pysanky", le tradizionali uova pasquali dipinte di origine ucraina, e fa lunghi viaggi in macchina insieme a suo marito Pavlo, perdendosi in luoghi sconosciuti. Olya adora leggere, compilare i cruciverba del New York Times e cucinare ed è sempre alla ricerca di nuove ricette da sperimentare nella sua minuscola cucina newyorchese. Olya condividerà con voi i suoi indirizzi del cuore e le sue esperienze di vita in diretta dalla scintillante "Big Apple".


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