In the mood for Expo. Guida disordinata. 2


guida_expo_Milano_2015

Guida perché dopo aver visitato ormai svariate volte Expo Milano mi sento in diritto di scrivere in piena coscienza quello che penso sulla mia Esposizione Universale.
Disordinata perché mettere ordine a un chilometro e mezzo di esperienze è praticamente impossibile per me.
Ecco quindi le mie impressioni random.

1. Non perdetevi i rooftop garden disseminati tra i padiglioni. Dalla Russia alla Polonia, passando per gli USA, tutti vi racconteranno qualcosa della terra di quei paesi, delle loro produzioni, della fatica e della soddisfazione del lavoro. Molto romantico, vero? Senza dimenticare un po’ di glamour: spesso, questi giardini ospitano cafés e locali assolutamente glam.

2. Non sono ancora riuscita a visitare il Padiglione del Giappone, ma è certamente un must assoluto! Le lunghe file sono tediose, lo sappiamo, ma giustificatissime perché la visita consiste in un percorso piuttosto lungo ed articolato. E pare che anche i due ristoranti del padiglione siano assolutamente da provare.

3. E a proposito di ristoranti, il Chiosco di Davide Oldani deve essere un’altra tappa obbligata del vostro giro a Expo.

4. I due padiglioni che più hanno conquistato il mio cuoricino di #expoottimista sono senz’altro quelli di Austria e UK: costruiti attorno a due tematiche fortissime quali l’aria e le api, hanno a mio avviso centrato in pieno il tema dell’Esposizione e offrono numerosi spunti di riflessione sul nostro stile di vita in rapporto all’ambiente che ci circonda e ci nutre.

5. Se passate dal Padiglione del Qatar (quello con la super cesta per tetto), dovete assolutamente fermarvi a degustare il tradizionale tè verde alla menta. E per farvi fare un tatuaggio all’henné. Ebbene sì, l’ho fatto anche io!

6. Al Padiglione del Sultanato del Bahrein ho invece assaggiato la tradizionale bevanda al tamarindo: se non siete in vena di sperimentare, ve la sconsiglio, ma è assolutamente dissetante e, a suo modo, gustosa.

7. Il Padiglione Zero è stu-pe-fa-cen-te!!

8. Se passate dal Food Truck Nation del Padiglione statunitense, non perdetevi il Lobster Roll: tra tutte le proposte, è il migliore (anche se il pane dei nostri burger è decisamente superiore).

9. Sentitevi in dovere di fare un giro nell’area Slow Food, posta accanto alla Collina Mediterranea: è un altro punto dove vengono messi intelligentemente in rilievo le contraddizioni e le problematiche legate al cibo, alla sua produzione e consumazione nel nostro mondo.

10. Last but not least, fatemi sbandierare un po’ il mio Orgoglio Italia e lasciatemi spendere due parole sul nostro padiglione, Casa Italia. Nel solo edificio che al termine di Expo non verrà smantellato, ora si trova una passeggiata piena di fascino tra le nostre bellezze ambientali e artistiche, la forza del nostro saper fare agricolo e industriale capace di fare innovazione sopratutto grazie alla tradizione, i punti deboli di un sistema e di un territorio tanto meraviglioso quanto fragile e precario che va salvaguardato e protetto. Io sono rimasta a bocca aperta, e gli occhi mi si sono riempiti di lacrime quando hanno visto le macerie fatte dal terremoto in Umbria nel 1997. E alla fine, ho firmato con entusiasmo e convinzione la Carta di Milano.

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Informazioni su Meggie

Flâneuse seriale, amante folle dei tram, della nebbia non si stanca… ma non sopporta i piccioni di Piazza Duomo! Meggie vi racconta ogni mese un pezzetto della "sua" Milano, condividendo con i lettori le sue scoperte, i suoi indirizzi del cuore e gli eventi mondani imperdibili della Città della Moda e del Design.


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2 commenti su “In the mood for Expo. Guida disordinata.

  • Eli

    Ciao. Mi ritrovo in buona parte. Sono stata 2 volte a Expo. Padiglione Italia e Padiglione Giappone sono i più belli, ognuno a suo modo stupefacente, dove ho visto riunite creatività, tecnologia, territorio, tradizioni. Credo di essere stata una delle poche fortunate a fera mezz’ora di coda al Padiglione Italia ai primi di Agosto. A fine Agosto ho fatto 1 ora e 1/4 al Giappone, totalmente ripagata, credo che i Giapponesi siano avanti anni luce in tante cose, non ultima la gentilezza delle hostess e le informazioni sui tempi di attesa. Mi sono innamorata del Padiglione Marocco dove ci si ritrova in un percorso di colori e profumi incantevole, da non perdersi. Molto belli Azerbaijan, Nepal, Kazakistan e Qatar dove non sono riuscita a fare il tatuaggio. Rinvio ad una ulteriore visita. Per chi va di sera imperdibile lo spattacolo dell’Albero della Vita che consiglio di godersi dalla promedade del Padiglione Germania. Per me, cibo da strada, ero troppo decisa a vedere il più possibile. Comunque non so tu, ma io più ci vado più mi piace. Buon we.

    • bailing

      Ciao Eli,
      grazie mille per averci consigliato i tuoi padiglioni preferiti!
      Ne faremo sicuramente tesoro alle nostre prossime visite 🙂
      E riguardo al Giappone non posso che concordare con te: l’anno scorso ho fatto il mio primo viaggio in Giappone per accompagnare un’amica designer che esponeva le sue creazioni in una galleria d’arte, sono partita piena di curiosità ma senza aspettative esagerate e invece sono rimasta assolutamente incantata e folgorata!
      Non tanto da Tokyo quanto da Kyoto, che per me rimane uno dei posti più affascinanti mai visitati!
      Ovviamente ora il Giappone è in cima alla mia lista dei viaggi da fare e rifare 🙂 ma non so se avrò abbastanza pazienza per mettermi in fila davanti al Padiglione Giapponese!