In the mood for outdoor #5. Winter Edition.


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I wore: TurboDown jacket, courtesy of Columbia; jeans, GAP; boots, courtesy of Native Shoes; bag, Mulberry; faux fur hat, tailor made.

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I wore: jacket, courtesy of Fjallraven; socks, courtesy of Stance; boots, courtesy of Native Shoes.

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Pur essendo super freddolosa il mio più grosso problema in Inverno era sempre quello di vestirmi in maniera assolutamente inadeguata rispetto alle temperature rigide, specialmente quando dovevo trascorrere molte ore all’aria aperta.
Naturalmente parlo al passato perché, dopo il mio viaggio in Canada, sono diventata un’esperta di abbigliamento outdoor ed ora il mio armadio è molto ben fornito di capi tecnici di ogni genere e specie, adatti ad affrontare qualsiasi intemperanza climatica.

Vi confesso ad esempio che ero così spaventata all’idea di morire di freddo in Nova Scotia da infilare in valigia ad Agosto gli adorabili scarponcini pelosetti che vedete in queste foto, salvo poi trascorrere quasi due settimane con addosso un paio di sandali!
Alla fine però il freddo è arrivato e durante le mie vacanze invernali in Val d’Ega ho finalmente potuto sperimentare i miei scarponcini beast free!
Le  Native Shoes sono amiche degli animali, quindi assolutamente vegan, e sono fabbricate in EVA (Etilene Vinil-Acetato) un materiale molto leggero, resistente agli urti, lavabile e waterproof.
Queste scarpe divertenti e colorate sono anche amiche dell’Ambiente perché il loro processo di produzione è il più verde e pulito possibile, grazie alle basse emissioni e agli scarti di lavorazione ridotti al minimo.
Oltretutto, a contribuire ulteriormente al colpo di fulmine con le mie Natives, è stato il fatto che questi scarponcini mi ricordano un sacco New Penzance e il look dello strampalato Bob Balaban di Moonrise Kingdom!

 

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Le mie Natives hanno superato il test di una passeggiata in notturna sulle rive del lago ghiacciato di Carezza anche grazie all’accoppiata con i calzettoni Stance che sono un vero e proprio must to have negli States (non per niente sono quelli che indossano i giocatori NBA) e che ho scoperto essere non solo colorati e divertenti, ma anche super caldi!
Una new entry tra i miei capi outdoor è stato invece questo giacchino di Columbia.
Avevo già avuto modo di sperimentare la tecnologia Omni-Heat Thermal Reflective e da ormai due Inverni questi capi tecnici traspiranti e termoregolatori, che riflettono indietro il calore generato dal corpo garantendoci la massima protezione anche con le temperature più rigide, sono entrati a far parte della mia routine sportiva, diventando capi indispensabili per l’equitazione e lo sci di fondo.
Così quando Columbia mi ha proposto di testare i nuovi TurboDown jacket, che rappresentano l’ultima frontiera della tecnologia Omni-Heat , ho accettato con entusiasmo.
Anche qui il test è passato a pieni voti: il giacchino è super leggero, morbido e smilzo e non ci infagotta come può accadere a volte con i capi tecnici, quindi è possibile (e piacevole) indossarlo anche per una semplice passeggiata, quando le temperature sono così basse da richiedere qualcosa in più di un cappotto.
D’altra parte è un capo tecnico a tutti gli effetti traspirante, anti-macchia e resistente, che protegge al meglio da pioggia, vento ed umidità, ed è quindi perfetto per fare sport anche in condizioni climatiche estreme.
Io per esempio, durante le mie vacanze in montagna, l’ho testato anche facendo sci di fondo a -7 C° e devo dire che il TurboDown Jacket ha fatto il suo dovere egregiamente, evitandomi di sudare come di morire assiderata!

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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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