#mytravels. La Venezia romantica del Londra Palace.


♥ Sinfonia n. 4 Op. 36

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La vita è troppo breve per non concedersi, a volte, un po’ di bellezza e qualche piccolo lusso speciale.
Un’alcova di velluto, un accappatoio soffice in cui avvolgersi, cioccolatini homemade da sgranocchiare mentre fuori piove, la luce grigia del mattino che filtra dai tendaggi pesanti, una finestra affacciata sulla Laguna o sui tetti del Sestiere Castello, una marea straordinaria che non arriva e si risolve in una semplice notte di Luna Piena, le colazioni lente, in pantofole, con fuori il vento gelido che spazza la Riva degli Schiavoni, la consolazione di un raggio di sole dopo un acquazzone.
Per me un hotel non è mai un semplice luogo dove trascorrere la notte, ma bensì la mia “casa lontano da casa”: un posto di cui innamorarmi un po’ e di cui conservare un ricordo speciale.
E con luoghi come il Londra Palace innamorarsi è davvero facile: basta una targa dorata con su scritto “Gabriele d’Annunzio” e scoprire che il mio Poeta ha dormito qui, come anche Tchaikovsky che nel Dicembre del 1877, tra le mura della camera 106, compose i primi tre movimenti della sua Sinfonia n. 4.
Qui la Storia è di casa e si respira ovunque: nell’atrio dell’hotel dove sulle vetrate è impressa la lettera autografa scritta dal compositore russo alla sua mecenate tedesca Nadežda Filaretovna von Meck, in cui racconta come l’ispirazione per la Sinfonia n.4 arrivò ascoltando un ragazzino canticchiare una melodia sulla Riva degli Schiavoni; oppure nei racconti di María Kodama (ancora oggi spesso ospite dell’hotel), che fu l’ultima moglie di Jorge Luis Borges e che scelse per caso il Londra Palace per uno degli ultimi soggiorni veneziani dello scrittore, già anziano e ormai cieco, scoprendo poi che nello stesso hotel Borges aveva già soggiornato con la famiglia quand’era bambino.
E chissà che d’Annunzio non abbia avuto proprio qui un rendez-vous amoroso con la sua Corè?
In realtà pare che i soggiorni del Vate nell’allora Hotel Beau Rivage furono due: il primo nel 1887, quando iniziò a comporre in una delle stanze dell’hotel un poema poi rimasto incompiuto e il secondo nel 1894, quando presenziò all’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele II (che si può ancora ammirare proprio di fronte all’ingresso dell’albergo) e all’apertura della VI Esposizione Nazionale D’Arte di Giardini.
Secondo i racconti del vecchio direttore del Londra Palace Ugo Samueli, Gabriele d’Annunzio amava soprattutto scendere al vicino Danieli (che fece da sfondo anche agli incontri amorosi dei protagonisti de “Il Trionfo della Morte”) ma in periodi di ristrettezze economiche si “accontentava” anche dell’intimo e comunque elegante “Beau Rivage”.
Certo è che, se oggi avesse potuto ammirare la Suite a lui dedicata con le pareti coperte di damasco e il lampadario color oro a tralci di rose, l’avrebbe sicuramente apprezzata molto e che in quella camera sontuosa si sarebbe sentito proprio come a casa.
Ma si sa… dandy o meno, Divino Vate, Compositore o comune mortale, abituarsi alla bellezza è fin troppo facile e Venezia, con il suo fascino decadente, è pur sempre una delle città più belle al Mondo!
Il Londra Palace, che nasce dalla fusione dei due hotel Beau Rivage e Hotel Angleterre aperti tra il 1850 e il 1860 sulla Riva degli Schiavoni, è oggi un Relais & Chateaux gestito con assoluto garbo dal General Manager Alain Bullo che, sapendo bene che l’hotel è parte integrante del viaggio e dell’esperienza emozionale di un viaggiatore, riesce a far sentire ogni ospite come una persona speciale, soddisfacendo il desiderio di bellezza che è in ognuno di noi.
Coccolati e viziati da mattina a sera da uno staff sempre cordiale e sorridente qui non potrete fare a meno di innamorarvi di ogni dettaglio: delle 100 finestre affacciate sul Bacino di San Marco; delle camere romantiche ed accoglienti, vere e proprie alcove dove le sontuose tappezzerie e i preziosi broccati convivono in perfetto equilibrio con i severi mobili biedermeier; della cucina sapiente dello Chef Loris Indri, che ha trasformato il Ristorante Do’ Leoni in una delle migliori tavole di Venezia; e infine di quell’atmosfera elegante, ma anche cortese e rilassata, che è il fiore all’occhiello dell’ospitalità targata Relais & Chateaux.

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Miss Bailing

Informazioni su Miss Bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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