In the mood for Japan #5. I cervi di Nara.


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I wore: dress, Le Soleil by JeanPaul Gaultier; haori, vintage bought in Narita; sandals, Mastro Domenico; earrings, courtesy of Miranda Konstantinidou; necklace, bought in Jaipur; sunglasses, courtesy of Blackfin Eyewear; pique-à-chignon, bought in Kyoto; bag, Kenzo.

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Un viaggio in Giappone non può dirsi completo senza una tappa a Nara, l’antica capitale, dove l’atmosfera è resa magica e surreale dalla presenza di centinaia di cervi, considerati messaggeri degli dei, che si muovono indisturbati nell’area orientale della città; in questa zona, tra boschi, parchi e giardini, sorgono il tempio Tōdai-ji (con l’imponente statua del Buddha Daibutsu che misura 16 metri d’altezza e pesa oltre 500 tonnellate) e il suggestivo santuario shintoista di Kasuga Taisha Shrine, con le sue mille lanterne di pietra che vengono accese tutte insieme solo due volte l’anno.
Pur essendo preparata allo spettacolo dei cervi vi assicuro che, quando ho visto i primi esemplari attraversare pacificamente la strada a pochi centimetri dal nostro taxi, non ho potuto trattenere un gridolino di meraviglia; poi ho finito per farci l’abitudine (un po’ come alle mucche indiane) ma ho continuato comunque a fotografarli in modo compulsivo, accumulando centinaia di scatti dei loro bei musetti vellutati.
A Nara l’immagine dei cervi è raffigurata ovunque, dai tombini colorati ai raffinati dolcetti che si possono acquistare nelle pasticcerie tradizionali di Naramachi, e questo tenero ungulato si può considerare senza ombra di dubbio il simbolo stesso della città.
Oltre ai templi vi consiglio di dedicare qualche ora alla visita di due deliziosi giardini che sorgono a poca distanza dal Tōdai-ji: l’antico e famoso Isuien Garden, creato nel XVII secolo, e il contiguo Yoshiki-en Garden (gratuito per i turisti stranieri) dove potrete ammirare un piccolo giardino di muschio e un giardino della cerimonia del tè.
Per godere al meglio della bellezza e dell’atmosfera romantica di Nara vi consiglio di evitare i moderni ed anonimi hotel di gusto occidentale e di optare invece per qualche giorno di relax in un tradizionale Ryokan: noi ne abbiamo scelto uno poco fuori dal centro abitato, nella foresta ancestrale che circonda il tempio di Kasuga Taisha Shrine, ed è stata un’esperienza incredibile che vi racconterò nei prossimi giorni.

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I wore: sandals, Swedish Hasbeens x H&M; bermuda, Stella McCartney; t-shirt, Agatha Ruiz de la Prada.

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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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