#mytravels. A Monaco con Air Dolomiti.


Air_dolomiti_01

Fin dalla prima volta in cui ho messo piede in un aeroporto ho subito provato una sensazione speciale: quella di essere completamente a mio agio e di sentirmi a casa.
Da sempre amo volare con lo stesso slancio con cui detesto viaggiare in treno e ho una vera e propria fissazione per tutto quello che ruota intorno alle compagnie aeree.
Potete quindi immaginare il mio entusiasmo quando sono stata contattata da Air Dolomiti per una collaborazione un po’ speciale: una giornata nell’hub di Monaco di Baviera, che è la destinazione di tutte le rotte della compagnia aerea, per scoprire il dietro le quinte del servizio di bordo.
Con Air Dolomiti tra l’altro ho un legame emozionale particolare perché con loro ho vissuto il mio battesimo del volo quand’ero ragazzina e ricordo ancora la flotta storica, con gli ATR 42-320 e il servizio di bordo impeccabile con flûte di bollicine, salmone affumicato e pasticcini anche in Economy Class.
Sono passati molti anni ma lo stile inconfondibile di Air Dolomiti, che nel frattempo è entrata a far parte del Gruppo Lufthansa, è rimasto immutato, sopravvivendo perfino all’avvento delle famigerate low cost: ancora oggi la qualità, la puntualità, l’affidabilità e un servizio di bordo curato ed elegante sono i punti di forza della Compagnia, che dal 2005 può vantare la certificazione IOSA (International Operations Standard Audit) che attesta qualità e sicurezza in volo.
Mandati in pensione gli ATR, oggi la flotta di Air Dolomiti si compone di 10 Embraer 195, jet da 120 posti moderni e all’avanguardia, che collegano i principali aeroporti italiani all’hub internazionale di Monaco di Baviera e al network di voli Lufthansa e Star Alliance, e che nel 2015 hanno trasportato ben 1,7 milioni di passeggeri!
Quest’anno Air Dolomiti ha raggiunto un traguardo importante festeggiando il suo venticinquesimo compleanno e per l’occasione uno dei suoi Embraer è diventato una vera e propria opera d’arte in volo, con la storica livrea bianca e turchese arricchita dall’opera Reaching Out, ideata e realizzata dall’artista veronese Serafino Rudari sulla fusoliera dell’aeromobile.
D’altronde promuovere il meglio del Bel Paese, che si tratti di arte o di gastronomia, ha sempre fatto parte della storia di Air Dolomiti, che ha battezzato i suoi aeromobili con i nomi delle più celebri opere liriche e che da 25 anni porta tra le nuvole i migliori vini e prodotti gastronomici italiani.
Dal 2013 poi, grazie al nuovo servizio di bordo Settimocielo, l’iconico turchese di Air Dolomiti (che è una tonalità inconfondibile, un po’ come l’azzurro cielo di Tiffany) è arrivato anche sulle stoviglie utilizzate a bordo, realizzate dall’azienda italiana Carlo Giannini in collaborazione con l’agenzia di comunicazione SDB Stile, che hanno ideato un pattern moderno, casual e colorato, che spicca per originalità nel monotono panorama total white adottato per le stoviglie di Business Class.
Ma a proposito di catering: vi siete mai chiesti come e dove vengono preparati tutti i pasti che sono serviti ogni giorno a bordo delle migliaia di voli aerei che solcano i cieli?
Io finalmente ho trovato risposta a tutte le mie curiosità visitando Golden Amber, il Catering Restaurant poco distante dall’hub di Monaco di Baviera che si occupa di cucinare, impiattare, sistemare nei trolley di bordo e spedire a destinazione tutti i pasti di Air Dolomiti!
Non avete idea di quanto lavoro ci sia dietro ad ogni singolo vassoietto e di quanto sia stato divertente, per una volta, osservare tutto dal punto di vista di un addetto ai lavori…ma questa è un’altra storia che vi racconterò prestissimo!

Air_dolomiti_02

Air_dolomiti_03

Air_dolomiti_04

Air_dolomiti_05

Air_dolomiti_06

Air_dolomiti_07

Air_dolomiti_08

Air_dolomiti_09

Air_dolomiti_10

Air_dolomiti_11

Air_dolomiti_12

Air_dolomiti_13

Air_dolomiti_15

 Follow on Bloglovin


bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.