From Milano… with Love #17. Manin Restaurant.


L’Hotel Manin sorge nel cuore di Milano, nelle vicinanze del Teatro La Scala, del Duomo e del Quadrilatero della Moda, vanta una splendida vista su uno dei più bei parchi della città (quello dedicato ad Indro Montanelli che visse il Manin come sua seconda casa) ed è stato recentemente rinnovato e ristrutturato.
All’interno dell’Hotel si trova il Manin Garden, vero fiore all’occhiello della struttura, che è stato recentemente riportato al suo antico splendore: questo giardino privato, che sorge sui resti di un antico cimitero romano del 300 a.c.,  ha le sembianze di un tipico giardino all’italiana degli anni 30′, rivisitato però con un tocco più glamour e moderno  ed è conosciuto ed apprezzato dai milanesi per gli aperitivi, ma è anche il luogo ideale per eventi, brunch, feste a tema o business lunch.
Ad affacciarsi sul Manin Garden c’è poi il Manin Restaurant
che sorge sulle vestigia di un’antica locanda del ‘700 ed offre piatti tradizionali della cucina italiana rivisitati in chiave moderna e basati sulla stagionalità e sulla qualità delle materie prime,
Noi abbiamo fatto una chiacchierata con lo chef Matteo Nulli, romano di nascita ma campano e poi milanese d’adozione, che ha creato per il Manin un delizioso menù gourmet.
Lo Chef ci ha raccontato che la sua cucina (che lui stesso definisce onesta, trasparente e concreta) è ispirata ai sacri testi di Marchesi, Vissani e Colonna e che nasce da lunghi anni di gavetta ed esperienza.
Noi, dopo aver assaggiato alcune tra le proposte di carne e di pesce (e soprattutto il sublime filetto al pepe), non possiamo che sottoscrivere ogni parola!
Ci rimane solo il rimpianto di non aver assaggiato la famosa Amatriciana dello Chef, che nasce dalle antiche tradizioni di Amatrice ma è stata rivisitata ed attualizzata, ma speriamo di poter tornare a farlo il prossimo Autunno.
Con questo clima rovente invece la nostra serata al Manin Restaurant è iniziata ai tavoli dell’American Bar con un P31, lo Spritz Green creato in esclusiva per il Manin con il Prosecco Ardenghi e un mix di erbe e con i classici assaggi di un aperitivo milanese, contaminato però da piatti ispirati all’Oriente o al Nord Africa.
Il Manin Garden si è rivelato quindi un luogo bello dove andare, ma soprattutto dove tornare, per godere della cucina, dell’atmosfera sofisticata e della cortesia e professionalità di tutto il personale che ci ha coccolati dall’inizio alla fine della serata.


Linda

Informazioni su Linda

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa. *** She is a 37 years old teacher and traveler and she has a dream: run through a Museum like Jules and Jim. She loves packing and unpacking her suitcases because she loves leave and come back. She hated Milan but now she cannot live without, because finally in this city she feels at home.

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