Le vacanze intelligenti e la 57a Biennale di Venezia.


Ovvero come convincere amiche e fidanzato che andare alla Biennale è meglio dello shopping e del divano.

ph. credits @iTomm

Chi di noi non ricorda lo spassoso episodio “Le vacanze intelligenti” dal film trilogia “Dove vai in vacanza?” del 1978, con le tragicomiche avventure di Remo e Augusta (interpretati rispettivamente da Alberto Sordi e Anna Longhi), due modesti fruttivendoli che vengono spediti dai figli prossimi alla laurea a compiere un viaggio con rigido programma alimentare ed altrettanto rigido programma culturale?!
Le scene più spassose sono sicuramente quelle ambientate a Venezia con i nostri eroi impegnati nella visita della Biennale, affrontata con la semplicità di bravi ed onesti lavoratori e con commenti genuini e pungenti rivolti contro lo snobismo di certi intellettuali e artisti contemporanei, incomprensibili e distaccati dalla realtà (spesso per scelta).
Generalmente nell’approccio con l’Arte Contemporanea non ci sono mezze misure e ci si divide tra favorevoli o contrari (con netta prevalenza di questi ultimi) e quindi convincere ad andare alla Biennale le amiche shopping addict e i fidanzati (addict a qualunque altra cosa) è sicuramente un ardua impresa.
In realtà l’Arte (e in particolare quella contemporanea) non è così difficile e noiosa: bastano un po’ di buon senso e d’ironia e un approccio privo di pregiudizi, come fanno i bambini che solitamente partecipano con entusiasmo e curiosità.
Ma vediamo su quali motivazioni potremo fare leva per convincere i nostri accompagnatori ad apprezzare la Biennale, che tra l’altro è la più importante Mostra del suo genere ed è suddivisa in due sedi molto suggestive, l’Arsenale e i Giardini, con anche esposizioni collaterali distribuite nel tessuto urbano lagunare (Isole comprese).

 La città di Venezia offre grandi possibilità di shopping sfrenato con le sue boutique e i laboratori artigianali di altissimo livello (sono tra i più preziosi al mondo) dove troverete prodotti esclusivi e super ricercati. Inoltre la vita mondana ha pratiche storiche come quella del cichetto nei bacari, ma troverete anche rooftop che ospitano locali modaioli e viste mozzafiato, in un ambiente internazionale.

 Venezia è anche relax. Il tempo si dilata, non ci sono automobili e fuori dalla rotta del turismo mordi e fuggi (Piazza San Marco e zone limitrofe) si trova un paradiso di luce e acqua, suoni, musica e colori meravigliosi.
Si può valutare anche qualche visita ad isole e spiagge per tornare abbronzatissimi.

 La 57 Biennale ha un linguaggio accattivante (questo aspetto ha dato vita a numerose polemiche tra gli addetti del settore) positivo e soprattutto inclusivo, visto che spesso i visitatori vengono invitati alla partecipazione attiva all’opera, che è in divenire.
E’ forte la presenza femminile, per questa esposizione che non tende di certo a sconvolgere ma appunto a coinvolgere, nella bellezza di temi e colori: niente di nuovo (anzi alcuni lavori ed artisti sono datati e ripescati da esperienze lontane nel tempo), ma si tratta sicuramente di opere che avvicinano anche gli scettici e coloro che vedono l’arte come cosa lontana dal loro mondo.
E’ questo il punto di partenza: avvicinare più persone all’idea di bellezza come atto collettivo, riscoprire la saggezza dell’uomo, l’evoluzione e la necessità di elevarsi a condizioni migliori.

Le Opere da non perdere.
– “Green Line” di Olafur Eliasson, è un vero e proprio laboratorio creativo dove si possono creare lampade con il moduli proposti dall’artista.
– “Zero to Infinity” di Rasheed Araeen: cubi colorati da disporre a proprio piacimento.
(E’ d’obbligo immortalare l’opera con una foto).
– In alcuni casi troverete l’artista presente che introduce il suo lavoro o diventa un vero e proprio medium tra l’opera d’arte e lo spettatore, come in “The Sun, the Moon and the Stars” dove l’artista Dawn Kasper  vive tutto il tempo della Mostra all’interno degli spazi espositivi e dialoga con il pubblico.
– In altri casi potete e dovete scattare foto e selfie, perché voi stessi diventerete parte dell’opera d’arte come in “One minute sculptures” di Erwin Wurm.
– “Scalade Beyond Chromatic Lands, di Sheila Hicks 2016-17 è in assoluto l’installazione più colorata ed energica della Biennale
– Sono presenti tantissimi video tutti eccellenti (a mio giudizio e per quello che sono riuscita a vedere) e alcuni indimenticabili, perché sono riusciti ad attivare ogni organo percettivo e a suscitare grandi emozioni.
– E’ fortissimo il legame con la Natura e il Pianeta, la civiltà e la ritualità più sacra, la tradizione, l’evoluzione e la trasmissione dei saperi come nel lavoro di Marcos Avila Forero “Atrato” del 2014.
– Di grande impatto e davvero indimenticabile “Vigil 2017”, video digitale con sonoro di 2 minuti dell’artista australiana Tracey Moffatt.
– Irriverente e non banale, “David” di Guan Xiao: in questo video con musica pop l’artista ci fa riflettere sul mercato che gira intorno ai grandi capolavori dell’arte, come accade ad esempio per il capolavoro di Michelangelo, stampato e venduto come gadget su ogni superficie pensabile, ma del quale ben pochi conoscono veramente il senso o la storia.
– Fuori dalle sedi principali trovate molte altre esposizioni: sull’Isola di San Giorgio Maggiore ad esempio, all’interno della Basilica, troverete le opere di Michelangelo Pistoletto, “One and One makes Three” dall’impatto suggestivo con lo spazio architettonico.
Approfittatene anche per visitare Le stanze del vetro, uno spazio espositivo permanente e gratuito (io personalmente ne esco sempre estasiata!)

Per informazioni su durata della Biennale e biglietti vi consiglio di visitare il sito ufficiale.

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Correspondances

Informazioni su Correspondances

Poliedrica, eclettica, versatile, creativa, a tratti confusa, raminga ma in cerca di un centro di gravità permanente. In divenire e si fa largo "à travers des forêts de symboles". Pochi punti fermi: arte, moda, spettacolo, se possibile con una visione etica. Passioni: fotografia e viaggi, bussola puntata ad Est. Nell'attesa legge Terzani e visita musei etnografici ed archeologici. *** She's multifaceted, eclectic and versatile, an imaginative person sometimes confused, she's wandering but she's looking for her own gravity. She makes her way "à travers des forêts de symboles". Her benchmark: art, fashion, performances, if it's possible with ethical point of view. Her passions: photography and travel, with her compass pointed to the East. Waiting for, she reads Tiziano Terzani and she visits ethnographic and archaeological museums.

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