#mytravels. I giardini di Tuscia #2.


I wore: coat and turban, tailor made with indian silk.

Secondo post dedicato al mio tour autunnale alla scoperta dei Giardini Privati di Tuscia in collaborazione con PromoTuscia Garden Tour (trovate la prima parte del mio viaggio qui).
♥ Le Salvie.
Visitando questo delizioso angolo botanico affacciato sul lago di Bolsena mi sono letteralmente innamorata dei suoi colori, dei suoi profumi e della sua bellezza semplice e selvaggia.
Entrando nel giardino si attraversa un piccolo bosco e si scende verso il lago percorrendo un sentiero in una zona ombrosa, completamente ignari dell’esplosione di colori che ci attende da lì a pochi passi, arrivando in pieno sole: un giardino roccioso che sembra appena uscito dal pennello di un pittore Impressionista tanto sono stupefacenti le sue macchie di blu pervinca, di rosa intenso, di arancio, di giallo e di fuchsia.
Antonella Fiaschi e suo marito (i proprietari di Le Salvie di cui si prendono cura in prima persona) hanno avuto un’idea geniale nella sua disarmante semplicità: creare un giardino tematico dedicato alle salvie decorative, da quelle autoctone alle varietà più esotiche e difficili da coltivare.
Queste piante, accontentandosi di poca acqua e di cure limitate, ripagano con lunghi mesi di spettacolari fioriture e incantano gli occhi con un tripudio di colori.

♥ Palazzo del Drago.
Nel centro dell’antico borgo di Bolsena, abbiamo visitato l’incantevole giardino di Palazzo del Drago, che è una perfetta e squisita miniatura dei giardini formali all’italiana.
Il Palazzo fu costruito all’ombra della spettacolare Rocca dei Monaldeschi da Tiberio Crispo tra il 1533 e il 1561 ed è ovviamente abitato da un Principe: Ferdinando del Drago, erede di quel Principe Giovanni del Drago che fu sindaco di Bolsena negli anni ’70 e, da proprietario dell’Isola Bisentina, ne curò personalmente il restauro e il rilancio culturale e mondano, fermamente convinto che la bellezza e la cultura avrebbero aiutato a salvare il mondo dalla barbarie.
Durante la nostra visita abbiamo avuto una guida d’eccezione: Maria Pace Guidotti, prima guida dell’Isola Bisentina incoraggiata e istruita dallo stesso Principe, che ci ha intrattenuti con molti aneddoti e racconti.
Il giardino custodisce una prima stanza verde con siepi di tasso ed alberi di melo cotogno che ricorda i classici labirinti dei giardini all’italiana, una terrazza panoramica affacciata sul lago con aiuole di zinnie multicolori, piccoli alberi di melograno coltivati in vasi di terracotta e una spettacolare collezione di ortensie (le piante predilette dal Principe che sono un po’ il simbolo stesso di Bolsena) alcune vecchie più di 50 anni.
Una delle più belle è sicuramente l’Hydrangea macrophylla Ayesha con splendidi fiori che alla vista sembrano di ceramica.

I wore: coat and turban, tailor made with indian silk; sandals, Ancient Greek; T-shirt, courtesy of Prince Tees; sunglasses, courtesy of Blackfin; skirt, So Nice.

♥ La Luccica.
La Luccica è il giardino di Gian Lupo Osti, l’ingegnere appassionato di botanica famoso per aver dato il proprio nome ad una peonia arborea scoperta durante un viaggio in Cina, dopo 20 lunghi anni di attesa per ottenere i visti d’ingresso per il Paese.
Qui oltre al giardino, che è un bosco ombroso con una splendida terrazza affacciata sul lago di Bolsena, abbiamo scoperto una storia d’amore: quella tra il Signore delle Peonie e quella che in Oriente è considerata la Regina dei Fiori.
A raccontarcela è stata Domitilla Calamai, la nuora di Gian Lupo, durante una deliziosa merenda in giardino a base di gelato alla liquirizia, giuggiole ed uva fragola.
Tutto è iniziato nei lontani anni ’70 a New York, quando Gian Lupo Osti scoprì che l’allora leader cinese in visita di Stato aveva organizzato i propri impegni in funzione di una visita in un giardino di peonie.
Così è nata la passione per le peonie e così è nata La Luccica, con l’acquisto nel 1973 di un terreno brullo su cui svettava un solo albero: una bellissima quercia da sughero.
Tutto quello che si può ammirare ora nel giardino, che è una vera e propria collezione di piante rare molto visitata dai botanici, è invece arrivato in seguito ed è stato piantato da seme: così dietro ogni pianta c’è un viaggio, un personaggio da scoprire o una storia da raccontare, come gli storici scambi di semi e vinsanto con l’amico vivaista, i confronti appassionati con altri botanici, i lunghi anni di studio e i molti viaggi in giro per il mondo di questo plant hunter ante litteram.

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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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