#mytravels. Andaz Delhi.



Ci sono alberghi che sono già di per sé una destinazione e l’Andaz Delhi è sicuramente uno di questi: atterrando in una megalopoli caotica, rumorosa, colorata ed affascinante l’Andaz sarà il vostro buen retiro ideale dove concedervi una pausa dalla città in un ambiente lussuoso e confortevole.
L’Andaz ha 401 camere ma nonostante le dimensioni rimane a tutti gli effetti un luxury boutique hotel e lo staff, sempre attento e premuroso senza risultare invadente, vi coccolerà rendendo speciale ogni momento del vostro soggiorno.
L’Andaz Delhi, aperto nel moderno quartiere di Aerocity nel gennaio 2017, è il sedicesimo hotel di questo brand di Hyatt che ha fatto della celebrazione della cultura locale uno dei propri capisaldi e che offre esperienze fuori dal comune, creative e stimolanti, che permettono ai propri ospiti di arrivare da visitatori ma di ripartire sentendosi un po’ dei “locali”.
L’hotel è stato disegnato da due Studi prestigiosi (il Bauer Latoza di Chicago e il Virgile and Partners di Londra), traendo ispirazione da elementi tradizionali indiani rielaborati in un design moderno e coloratissimo, ed ospita 401 tra camere e Suite, ognuna arredata con un pezzo d’arte scelto per celebrare una buona ragione per innamorarsi di Delhi.
Anima dell’hotel è infatti il libro “401 Reasons to fall in Love with Delhi” curato da una delle mie travel writer del cuore, la luxury vagabond Fiona Caulifield, che vi accompagnerà alla scoperta di location affascinanti, piccoli indirizzi segreti, cibi e rituali che vi faranno irrimediabilmente innamorare di una città che svela difficilmente la sua bellezza ad occhi distratti.
E se amate le Storie vi consiglio di prenotare uno dei tour messi a punto da Andaz Delhi e di farvene raccontare una dai “Delhi Heroes”, personaggi affascinanti e fuori dal comune che vi offriranno il loro punto di vista sulla città, facendovene conoscere un aspetto inconsueto attraverso i loro occhi e le loro parole.
(Se siete curiosi di conoscere la mia esperienza con il Kushti, la lotta tradizionale indiana, e con Coach Maha Singh Rao e i suoi ragazzi la potete leggere qui).
Per rilassarvi dopo una giornata passata ad esplorare la città potrete concedervi una nuotata in piscina o uno dei trattamenti proposti dall’Andaz Spa che, con il suo esclusivo Apothecary Blendig Bar, vi invita a combinare insieme frutti, erbe, minerali ed oli essenziali, in un approccio guidato dalle energie dei Chakra che vi aiuterà a ritrovare il giusto equilibrio nel corpo e nella mente.
Anche l’approccio con il cibo di Andaz Delhi è assolutamente originale e pensato per celebrare tutti i colori e i sapori del’India ma con un piccolo tocco europeo: il Ristorante AnnaMaya infatti è ispirato alle tradizionali “food hall” anglosassoni, dove è possibile non solo mangiare ma anche acquistare prodotti artigianali di qualità.
Qui tutto è Made in India e molti prodotti provengono dal commercio equo e solidale o da zone remote del Paese con l’intento di aiutare le comunità locali, incoraggiando il loro lavoro.
Gli spazi dell’AnnaMaya sono coloratissimi, eclettici e sofisticati, costruiti con materiali naturali come il legno e la pietra, con vetrate dipinte a mano come quelle che si trovano in Chandni Chowk, nel cuore di Old Delhi, e pavimenti geometrici in stile europeo.
E siccome in India si crede che tutte le cose buone debbano iniziare con qualcosa di dolce, entrando all’AnnaMaya sarete accolti proprio dai golosissimi dolci del pluri-premiato Pastry Chef Gordon Galea, e dal Beverage Bar che serve ad ogni ora del giorno juices detox, lassi speziati e deliziose limonate.
Protagonisti della cucina fresca, originale e creativa dell’Executive Chef Alex Moser sono anche i microgreens: erbe e germogli coltivati in una speciale nursery a temperatura controllata, perché secondo lo Chef è solo grazie ad ingredienti freschi e di buona qualità che si possono preparare piatti buonissimi.
Andaz Delhi ospita anche il primo Gin Bar indiano, il Juniper Bar, dove potrete indulgere nell’arte del mixology grazie a ben 40 varietà di gin home made e ad una versione originale del famoso Bombay Sapphire: il Delhi Sapphire che, con l’elegante opulenza della sua bottiglia arancione, non è un semplice gin ma un dialogo giocoso incentrato sulla rivalità delle due maggiori città indiane.
Il grande tavolo comune è il luogo ideale per socializzare con gli altri ospiti e scambiare qualche chiacchiera con il barman e, se ne avrete voglia, potrete partecipare (come ho fatto io) a divertenti Gin Tasting per mettere alla prova il vostro naso e il vostro palato, riconoscendo alla cieca l’infinita varietà di ingredienti che possono nascondersi in un bicchiere di Gin.


bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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