Frida Kahlo. Oltre il mito. 1


Dici Frida e pensi subito ai colori vivaci, al folclore messicano, alla femminilità originale esaltata da vestiti gioiosi.
Ma Frida Kahlo è stata molto di più: un’artista magnifica che ha esplorato le pieghe della sua interiorità sofferta elaborando uno stile unico, che sopravvive alle mode della critica e al giudizio per la persona.
Il suo essere icona ne ha messo spesso in ombra il valore artistico, consacrandola piuttosto per quanto ha sofferto, fisicamente e psicologicamente, per quanto ha amato e per quanto è stata tradita.
La mostra che è in corso al Mudec di Milano è tanto più autentica perchè prova a scardinare questi stereotipi a favore di un’analisi lucida e tematica del suo essere artista. Non per altro è stata titolata “Frida Kahlo. Oltre il mito”.
Questa esibizione, arricchita da lettere e fotografie inedite, ha infatti il pregio di ricollocare la sua esperienza artistica nella storia dell’arte, sottraendola dal suo valore talvolta commerciale, emblema di un femminismo contemporaneo talvolta frainteso. Le opere esposte mettono in evidenza ed esaltano importanti archetipi formativi di riferimento, a partire dall’arte precolombiana a quella rinascimentale italiana fino alla fotografia contemporanea di Muray.

La mostra si snoda attraverso 4 tematiche principali, la prima delle quali incentrata sulla Donna.
Frida ha fatto di sé un emblema, costruendo un soggetto artistico particolare, che ricorre a determinate pose per comunicare uno specifico tipo di donna, che rivendica uguaglianza e una fortissima emotività.

Il suo corpo viene spesso ritratto nella sua disarmante sofferenza, che è poi anche psicologica. Allo stesso tempo Frida ama porsi come donna indipendente, con uno sguardo di sfida, forte della sua sensualità non scontata.
Un secondo filone è stato chiamato Terra: è la sala dove trionfano le scene con la frutta, simbolo di fertilità, e gli animali, compagni amatissimi della pittrice, soprattutto le esotiche scimmie, emblema di legame con la natura ma al tempo stesso di un affetto soffocante ed esclusivo.

Titolo: Autoritratto con scimmia Anno: 1938, Tecnica: olio su masonite, Dim: cm 40.64 x 30.48 cm Prestatore: Collection Albright-Knox Art Gallery; Bequest of A. Conger Goodyear, 1966 (1966:9.10) Crediti: © Photo Tom Loonan;© Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2018

Nella sala dedicata alla Politica c’è tutta la valenza rivoluzionaria dell’artista.
Nata nel 1907, Frida diceva spesso di essere nata nel 1910, anno della rivoluzione messicana. Nel suo modo di essere, di vivere, nelle sue frequentazioni affettive ci sono tutta l’opposizione e la protesta di chi ha vissuto la lotta di classe e se n’è fatta testimone anche nella pittura simbolica, alla ricerca dell’autenticità della messicanità delle persone comuni.
Ma è nella parte dedicata al Dolore che, secondo me, la mostra tocca gli apici emotivi più suggestivi e drammatici. L’osservatore non può più essere neutro, è obbligato a sospendere l’indifferenza e a partecipare, quasi a disagio, al dolore immenso che si scatena dalle immagini. E’ l’area in cui ci sono opere come Henry Ford Hospital, il quadro che urla tutta la disperazione per l’ennesimo aborto e la maternità impotente.

Titolo: Henry Ford Hospital
Anno: 1932; Tecnica: olio su metallo; Dim SC: 31 x 38.5; Dim CC: 55,5×63,5×8,2 cm
Prestatore: Museo Dolores Olmedo
Crediti: © Foto Erik Meza / Xavier Otaola – © Archivo Museo Dolores Olmedo; © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust;
México, D.F. by SIAE 2018

Per chi non lo conoscesse: Il Mudec – Museo delle Culture è un bellissimo spazio espositivo di 17.000 mq costruito nella ex zona industriale dell’Ansaldo.
La zona, per i non milanesi, sarà una piacevole scoperta: via Tortona e la vicina via Savona negli ultimi anni si sono risvegliate e le vecchie fabbriche sono state riadattate in spazi d’arte, negozi di ricerca, show room, locali particolari.
Al Mudec, oltre alle mostre temporanee, vi è uno spazio per la collezione permanente dove è raccolta una notevole collezione etno-antropologica tra opere d’arte, oggetti e documenti che testimoniano il diverso atteggiamento della nostra società nei confronti di altre culture. Per i più piccoli c’è il Mudec Lab, che organizza laboratori tematici dove i bambini possono sperimentare creatività e manualità ed esplorare abitudini lontane attraverso strumenti interattivi.

L’esterno del Mudec di via Tortona, foto ©OskardaRiz

Non solo Frida. Per molti decenni l’immagine di Frida Kahlo è stata collegata, se non addirittura posta in secondo piano, a quella di Diego Rivera, artista messicano dalla fortissima e ingombrante personalità che fu legato a lei a più riprese, praticamente per tutta la durata della vita della donna. Un amore sofferto, costellato da tradimenti (non ultimo quello con la sorella di lei, dolore acutissimo per l’artista) e da umiliazioni. Il loro rapporto, fondato sull’arte e sull’impegno politico, ha trovato una cornice perfetta nella Casa Azul, nel quartiere di Coyoacàn di Città del Messico, dove la donna è cresciuta e ha affrontato i numerosi dolori della sua esistenza, a partire dalla poliomielite fino alla rottura del bacino e alle numerose fratture in seguito al celebre incidente in autobus mentre tornava da scuola.
Questa casa museo da sola vale un viaggio nella capitale messicana. Oltre a conservare opere dell’artista e di suo marito Rivera, qui sono raccolti gli oggetti dell’arte popolare messicana che i due amavano collezionare, nonché i ricordi della cerchia di intellettuali di sinistra che bazzicavano la Casa Blu negli anni ’30, come Trotsky che, esule dall’URSS, trovò qui una nuova patria.

Info utili:
La mostra resterà al Mudec fino al 3 giugno 2018; è promossa dal Comune di Milano e da 24 Ore Cultura.
Il curatore della mostra è Diego Sileo, curatore del PAC, Padiglione di Arte Contemporanea, di Milano.
Orari:
Lun 14.30 ‐19.30; Mar, Mer, Ven 9.30 ‐ 19.30; Gio, Sab 9.30‐22.30; Dom 9.30-20.30
Biglietti:
Intero € 13,00; Ridotto € 11,00
Informazioni: tel. +39 0254917; www.mudec.it; FB: mudec.museodelleculture; TW: @mudecmi


Barbara

Informazioni su Barbara

Insegnante di mestiere, blogger, lettrice e viaggiatrice per passione. Amo il sole, il buon vino, il cibo cucinato con amore, i libri che “ne leggo solo una pagina altrimenti finisce subito”, gli animali, in particolare il mio Olly. Sono curiosa di tutto ciò che è nuova tecnologia e innovazione e di ogni realtà che sia evocativa di un mondo che non c’è. In perenne e precario equilibrio tra passato e futuro. Jeeper e harleysta per amore.


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Un commento su “Frida Kahlo. Oltre il mito.

  • Simona

    Frida a 360 gradi o, meglio, in 3D.
    Per chi non conosce Frida spunti per approfondire e per chi la conosce riflessioni da condividere.