From City to Nature: la mia esperienza ad Amsterdam con Fjällräven.


A volte la Natura è proprio dietro l’angolo, anche per chi vive in una grande città, e trascorrere del tempo a stretto contatto con essa non significa necessariamente fare grandi piani o partire all’avventura.
E’ questo il messaggio che ha voluto trasmetterci Fjällräven, l’azienda svedese con una tradizione di oltre 50 anni nella produzione di abbigliamento outdoor, con l’evento From City to Nature: un workshop con Klaus Thymann, il fotografo e filmmaker danese che ha curato l’ultima campagna fotografica di Fjällräven, pensata per celebrare i 50 anni dell’iconico Greenland Jacket ed ambientata nella fiabesca cornice di Qaqortoq, in Groenlandia.
Poche settimane fa sono quindi volata ad Amsterdam per due giorni super intensi in compagnia del team Fjällräven e di altri blogger ed instagrammers provenienti da ogni parte d’Europa.
Ad attendermi, nello splendore di una Primavera precoce, una città che non ricordavo così bella (con le romantiche house boats fiorite come giardini galleggianti e le strade vivaci inondate di sole) e una vera e propria full immersion nell’universo Fjällräven.
Il nostro workshop non poteva che iniziare con un rito tutto svedese: il più classico fika, un coffe break che è quasi un’istituzione sociale in un Paese che è tra i maggiori consumatori di caffè al mondo.
La nostra fikapaus (pausa caffè) non avrebbe potuto essere più golosa, con un piccolo buffet di dolci allestito per noi all’interno dello store Fjällräven, e ci ha immediatamente catapultati nel più tipico way of life nordico.
Caffè o tè alla mano abbiamo avuto modo di conoscere Klaus e la nuova collezione Greenland che, come tutti i prodotti Fjällräven, è pensata per farci avvicinare alla Natura e viverla appieno, accompagnandoci durante una vita intera di esperienze outdoor.
Ad ispirare la nuova collezione è stato il classico Greenland jacket, che ha compiuto mezzo secolo ed è stato amato da un’intera generazione di persone che si sono lasciati alle spalle la città per scoprire la bellezza della Natura: questo capo iconico è stato pensato in nuove varianti e declinato nei colori della baia di Qaqortoq, che è considerata una sorta di sub-arctic Riviera.
Il giorno seguente, dopo aver fatto tesoro dei consigli teorici di Klaus, il nostro workshop è proseguito nel polmone verde di Amsterdam, il Vondelpark che, complice una bizzarra Estate in anticipo con temperature che hanno sfiorato i 28 gradi, non avrebbe potuto essere più affollato di biciclette e tulipani!
Qui è stato allestito per noi un vero e proprio accampamento dove, utilizzando le attrezzature da trekking di Primus Equipment, abbiamo potuto cimentarci con la preparazione di un pranzo in modalità outdoor, vivendo la nostra piccola dose di avventura.
Durante la mattinata inoltre abbiamo potuto testare in prima persona la nuova Greenland Collection, cimentandoci in uno shooting fotografico e dando la nostra personale interpretazione del concetto di #natureiswaiting tanto caro a Fjällräven: la Natura ci aspetta, è proprio dietro l’angolo e dobbiamo imparare non solo a viverla ma anche a proteggerla e preservarla per le future generazioni!
Per me è stata un’esperienza bellissima poter toccare con mano il mondo Fjällräven anche perché è stato proprio con i loro capi ed accessori che ho vissuto le più belle esperienze outdoor degli ultimi anni, in Canada, in Lapponia e alle Isole Ebridi, avvicinandomi ad un mondo per me quasi sconosciuto ed iniziando a desiderare, durante i miei viaggi, un pizzico di avventura en plein air.

A proposito di Fjällräven:
50 anni di storia e un bel Codice di Condotta in materia di rispetto dell’Ambiente, degli Animali e dei Lavoratori fanno di Fjällräven una delle aziende più interessanti in circolazione per il consumatore consapevole, che sia alla ricerca di un prodotto green, di buona qualità e sostenibile.
Per Fjällräven la sofferenza degli animali è inaccettabile e sono quindi inaccettabili pratiche barbare come il museling, la spiumatura di animali vivi o quella praticata su animali che siano stati alimentati forzatamente: l’impegno dell’azienda contro questa pratica è stato messo nero su bianco con la Fjällräven Down Promise ed è certificato e garantito dalla partecipazione alla Cruelty Free Down Challenge. 

Inoltre l
‘azienda non utilizza inserti di pelliccia nei suoi capi ed accessori ed è attivamente impegnata fin dal 1990 in diversi progetti per la salvaguardia della volpe artica.
In materia ambientale il motto di Fjällräven si può sintetizzare in tre parole: ridurre, riutilizzare e riciclare.
La scelta dei materiali viene effettuata in base a criteri di sostenibilità privilegiando, quando possibile, materiali organici o riciclati, mentre i metodi di produzione sono improntati al risparmio delle risorse energetiche e alla riduzione delle emissioni di carbonio.
Fjällräven fa parte infine della Sustainable Apparel Coalition, un gruppo di oltre 80 aziende del settore che si sforzano di ridurre al minimo l’impatto ambientale e sociale della loro produzione e dal 2013 è partner del Fair Labor Association, che si propone di migliorare le condizioni dei lavoratori nelle aziende in subappalto in tutto il mondo.


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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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