Cèramica 2018.


Inaugura stasera a Montelupo Fiorentino la 26esima edizione di Cèramica, Festa Internazionale della Ceramica.
Fin dal Cinquecento Montelupo Fiorentino, borgo a circa 30 chilometri da Firenze, è stato un centro di riferimento per la creazione di oggetti in ceramica commissionati da nobili casate come quelle dei Medici, degli Strozzi e Pandolfini e, a distanza di secoli, Montelupo è ancora oggi il cuore di un mondo fragile e ad un tempo fortissimo, che per tre giorni si racconterà da un punto di vista ancora diverso.
Il filo conduttore del Festival quest’anno è “La ceramica del quotidiano”: 30 espositori per la Mostra Mercato, 35 installazioni allestite in ogni angolo della città, più di 30 eventi, dimostrazioni, incontri, visite nelle aziende e giochi di luce, per una festa ispirata agli antichi fasti ma orientata verso il futuro.
Cèramica 2018 infatti, pur non dimenticando la storia della manifattura locale che affonda le radici nel Rinascimento, punta sull’innovazione e sulla ricerca di un linguaggio contemporaneo, con la partecipazione di artisti con uno stile “fuori contesto” che rappresenteranno la ceramica in una nuova veste.
Tanti gli eventi tematici di un programma vastissimo:
-“Wunderkammer, la camera delle meraviglie della ceramica” che trascinerà i visitatori in una storia alternativa e in continuo rinnovamento sulla strada della ceramica.
– FORMAE, la mostra mercato di alto artigianato e design che sarà luogo di sperimentazione e d’incontro fra stili diversi, con la presenza di artisti e artigiani provenienti da tutto il mondo.
– “La ceramica del quotidiano: il vaso”, una mostra curata da Matteo Zauli.
– Il Ceramic Performance Festival con i suoi spettacoli a tema.
Questi sono solo alcuni degli appuntamenti che vi aspettano tra stasera e domenica a Montelupo Fiorentino!


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Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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