#instatravel. 10 indirizzi da Instagrammare a Torino.


Torino me la sono sempre immaginata come una bella donna un po’austera, alla quale però piace molto essere fotografata e che sorride, quasi compiaciuta, al vedersi in una galleria di Instagram.
Qualche settimana fa siamo andate alla ricerca dei posti più Instagrammabili della città, ma soprattutto di quelli che raccontano belle storie, che fanno emozionare, battere il cuore un po’ più forte e rimanere a bocca aperta.
Durante i nostri giorni torinesi abbiamo bevuto caffè buonissimi, corso in bicicletta, dormito in un art hotel, visitato musei, mangiato delizie piemontesi, camminato tra le strade, nei parchi e lungo il Po.
E’ stato un weekend ricco di incontri, sorrisi e fotografie a non finire da cui è nato questo piccolo elenco con i nostri 10 indirizzi instagrammabili in città.
Voi non dimenticate di scriverci i vostri!

♥ Duparc Suites.
Il Duparc Contemporary Suites, a due passi dal centro di Torino, propone un’idea di hotel che consiste in un luogo capace di offrire piaceri inaspettati e il comfort di una casa lontano da casa. La struttura è nata come residence con appartamenti (per una notte o per tutta la vita) e solo in seguito, cambiando funzione, è diventata un vero proprio hotel, riempito magistralmente di arte contemporanea.
Ora non si contano gli Schifano, i Rotella o i preziosi specchi di Pistoletto, le suite e gli appartamenti (di dimensioni variabili dai 50 ai 120 metri quadri) offrono spazi e servizi in grado di soddisfare le esigenze dei viaggiatori e al suo interno troverete anche un ottimo ristorante ed una Spa di livello.
Design esclusivo ed opere di arte moderna ma anche molti comfort: connessione Wi-Fi gratuita, tè e caffè in camera, una ricca colazione a buffet, la possibilità di noleggiare delle biciclette per esplorare nel modo migliore la città e il bonus di una vista strepitosa su Torino.
♥ MAO – Museo d’Arte Orientale.
Torino è famosa non solo per i suoi palazzi storici e per i suoi monumenti ma anche per un ricco panorama culturale, all’interno del quale spicca il MAO, Museo d’Arte Orientale, la cui storia è iniziata solo nel 2008.
Questo museo ha, fin dalla sua inaugurazione, riscosso un enorme successo proprio per il carattere unico dell’esposizione, che include esclusivamente opere d’arte provenienti dall’Asia che sono ospitate nella bella cornice di Palazzo Mazzonis, costruzione seicentesca ubicata in pieno centro.
♥ Museo del Cinema.
La Mole Antonelliana, progettata per diventare una sinagoga, fu acquistata dal Comune di Torino nel 1878 e nel 1961, per il Centenario dell’Unità d’Italia, fu inaugurato il celebre ascensore di cristallo, tutt’ora funzionante, che in meno di un minuto porta fino alla cima della Mole per offrire una delle più belle viste panoramiche sulla città.
E’ solo nel 2000 però che la Mole Antonelliana è diventata un monumento alla Settima Arte, con allestimenti ideati per sorprendere ed incantare il visitatore, di fronte alla storia e ai retroscena di quella che agli albori era considerata come una vera e propria magia: il cinema.

♥ Gallerie coperte.
Il fascino delle gallerie torinesi è innegabile!
Questi “passaggi” coperti da vetri che illuminano i bellissimi interni sono una curiosità architettonica che fa parte della storia del capoluogo piemontese: queste gallerie (come i più famosi passages parigini di cui sono da sempre innamorata) consentivano ai nobili di passeggiare tranquillamente anche nelle giornate di pioggia e al loro interno si trovavano boutique di moda, caffè, e ristoranti.
Una piccola curiosità: una delle gallerie torinesi fu sede per diversi anni di un ospedale e in un’altra oggi potete trovare un supermercato innovativo e chic.
♥ Orso Laboratorio caffè.
Orso Laboratorio caffè si trova in un angolo un po’ nascosto nel cuore di San Salvario.
Qui, tra divanetti e tavolini di legno, sarete subito conquistati dall’atmosfera un po’ retrò, intima e raccolta di questo laboratorio dove potrete bere il vostro caffè con calma, gustando le miscele scelte con cura e magari soffermandovi a leggere i fondi, per andare alla ricerca del vostro destino, strizzando l’occhio al futuro.
♥ San Salvario.
San Salvario, il quartiere che si sviluppa tra la Stazione di Porta Nuova e il Parco del Valentino, cambia completamente faccia con lo scorrere della giornata e, soprattutto, della nottata.
Di giorno è sonnacchioso e popolare mentre di notte diventa vivace e dinamico.
Questo è un quartiere multietnico per ragioni storiche: qui è stato aperto il primo stabilimento Fiat e si è tenuto l’Expo di fine Ottocento ed oggi, come allora, potrete trovare quattro credi religiosi ed un meltin’pot di volti e culture.
♥ Parco del Valentino.
Tra le grandi città d’Italia, Torino è la più verde con i suoi 51 parchi e una quarantina di alberi monumentali.
Anche qui le ragioni vanno cercate nella storia: come capitale del Regno di Casa Savoia infatti la città fu abbellita con parchi e giardini.
Oggi il polmone verde di Torino è il Parco del Valentino che vi consigliamo di esplorare in lungo e in largo, magari in bicicletta, dal Giardino roccioso fino al Po e dal Borgo Medievale fino alla Gran Madre.

♥ Goustò e i Mercati.
Goustò, affacciato sulla Galleria Umberto I e su Piazza della Repubblica, è un ristorante, anzi IL ristorante per chi vuole scoprire la gastronomia del territorio, tra piaceri antichi e sapori quasi dimenticati dall’infanzia. Chiedete un tavolo con vista sul Mercato di Porta Palazzo e non ve ne pentirete!
Assaggiando piatti della tradizione (come l’antipasto piemontese, il vitello tonnato o la tartare di fassona) potrete osservare la vita che scorre tra i banchi del mercato, in una sorta di trait d’union tra la Torino aulica e quella multietnica.
Al Mercato di Porta Palazzo infatti, tra i banchi di frutta, carne, pesce e verdura ogni giorno va in scena uno spettacolo quasi teatrale di uomini, donne e popoli del mondo.
La menta viene esposta vicino a pomodori e melanzane, facce di tutti i colori si uniscono, odori mediterranei e orientali solleticano il naso e gli occhi non sanno più dove guardare.
Non dimenticate una visita alla Tettoia dei Contadini, dove tutti i produttori della zona espongono quotidianamente i frutti del loro lavoro, o di perdervi (solo di sabato) tra le bancarelle del meraviglioso Balon, il famoso mercato delle pulci e dell’antiquariato.
♥ Norma Polpetteria.
A due passi dalla Mole si trova Norma che ha fatto dell’arte delle polpette il suo cavallo di battaglia.
Dopo una visita al Museo del cinema capitare qui richiama anche tutti quei film che hanno per protagoniste proprio le polpette: vi dicono niente Le Fate Ignoranti o Lilly e il Vagabondo?
Se leggendo il menù sarete indecisi su cosa scegliere c’è una soluzione: una vera e propria scorpacciata con un piatto che propone tre assaggi tra quelli presenti in carta, tra carne, pesce ed opzioni vegetariane.
Non poteva mancare la pasta Benedetto Cavalieri condita, ça va sans dire, con sugo al pomodoro e polpette.
♥ Piazza Carignano.
Qui due troverete due posticini da non perdere.
La gelateria Pepino con i suoi divanetti di velluto rosso, gli specchi e l’elegante dehors aperto sulla sede del Parlamento Cisalpino, famosa per aver dato i natali al pinguino, il gelato da passeggio per eccellenza.
Dall’altra parte della piazza si trova invece la storica “Farmacia del Cambio” dove Cavour, Giuseppe Mazzini e Vittorio Emanuele II andavano a bersi un caffè mentre decidevano le sorti del futuro Regno d’Italia.
La leggenda vuole che Cavour da qui potesse tenere sott’occhio la situazione e il movimento nel vicino Palazzo, per essere sempre pronto e presente per ogni evenienza.


Linda

Informazioni su Linda

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa. *** She is a 37 years old teacher and traveler and she has a dream: run through a Museum like Jules and Jim. She loves packing and unpacking her suitcases because she loves leave and come back. She hated Milan but now she cannot live without, because finally in this city she feels at home.

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