#bestofMCR. Ovvero 15 indirizzi da non perdere a Manchester.


Manchester è una città incredibilmente vivace e con un passato davvero affascinante alle spalle: è stata il cuore della Rivoluzione Industriale e il luogo che ha dato i natali ad una delle prime linee ferroviarie al mondo, al suffragio femminile e al vegetarianesimo; qui è stato inventato il moderno computer e i Sex Pistols hanno rivoluzionato la storia del rock, con uno storico concerto alla Lesser Trade Free Hall il 4 giugno 1976.
Punk rock ma non solo: tra le band “made in Manchester” si possono annoverare anche gli Oasis e quegli Smiths di “Please Please Please”, una delle migliori short song di tutti i tempi.
Insomma ci sono moltissimi buoni motivi, e non solo musicali, per fermarsi a Manchester durante un viaggio nel Nord dell’Inghilterra e oggi vi suggerisco 15 indirizzi imperdibili dove fare tappa in città.

Instagram First!
Ovviamente non possiamo non partire dagli Instagrammable spots!
♥ Victoria Baths: questo stabilimento termale del 1906 vi incanterà con le sue vetrate art deco, i suoi mosaici verde smeraldo e la sua atmosfera nostalgica.
[Qui gli open days 2018.]
John Rylands Library: questo capolavoro di architettura gotica vittoriana ospita una delle più belle biblioteche al mondo e sembra appena uscito dal set di un film di Harry Potter.
Manchester Central Library: benché non sia altrettanto spettacolare anche questo edificio neoclassico degli anni 30 offre spunti fotografici interessanti.
Northern Quarter: NQ è il quartiere hipster per eccellenza dove, tra street art, gallerie, boutiques e localini di tendenza, non mancheranno di certo ottimi spunti fotografici!

Shopping Please!
Manchester è la città ideale per lo shopping eccentrico e di tendenza e per scovare vecchi vinili e ancora una volta il quartiere da esplorare è NQ dove,  tra Oldham Street e Church Street, troverete decine di negozi indipendenti e locali alternativi.
 Uno degli indirizzi più famosi è l’Afflecks Palace, un vero e proprio tempio per lo shopping indie ed eclettico.
Per i dischi una tappa imperdibile è invece Picadilly Records aperto addirittura nel 1978!
La libreria più cool del quartiere, dove rilassarvi anche davanti ad una tazza di tè o caffè, è il bookshop Cafè Chapter One Books.

Eat, Drink and Sleep.
 Tre gli indirizzi “all day breakfast” imperdibili: Alabama’s All American Eatery (che strizza l’occhio a Wes Anderson negli arredi),  il bistro shabby-chic Evelyn’s Cafe, e Another Heart to Feed per gli immancabili avocado toast con poached eggs.
 
Per una cena a base di tapas andate a El Gato Negro: lo Chef Simon Shaw mescola sapientemente il meglio della cucina spagnola, in perfetto equilibrio tra modernità e tradizione.
 Interni dark, teschi messicani e cioccolata artigianale sono gli ingredienti vincenti di Bonbon Chocolate Boutique.
 Il Café della Whithworth Art Gallery, affidato allo Chef del Modern Caterer Peter Booth, è l’indirizzo ideale per un pranzo informale a base di market salads, burger e falafel serviti in un’ambiente moderno e luminoso, affacciato sull’incantevole Withworth Park.
 Il Cow Hollow Hotel è l’indirizzo ideale nel cuore del Northern Quarter.
Camere di design super accessoriate (vi basti sapere che in bagno troverete una bag con asciugacapelli, piastra e ferretto!), in-room breakfast e un cocktail bar che è tra i migliori in città: ovvero tutto quello di cui avete bisogno (e niente più) per godervi al meglio il vostro soggiorno a Manchester.
War Horse.
Il Lowry Theatre di Manchester ospita il pluripremiato spettacolo teatrale che ha conquistato 7 milioni di spettatori in giro per il mondo.
Questo spettacolo vale da solo il viaggio ma fate attenzione se avete la lacrima facile: io per esempio ho pianto ininterrottamente dall’inizio alla fine e quando si sono accese le luci ho ricevuto pacche di incoraggiamento da parte degli altri spettatori!


bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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