#food. 5 indirizzi dove mangiare a Milano quando fa troppo caldo.


Districarsi tra i tanti ristoranti di Milano diventa sempre più difficile, ma in questo periodo estivo tre sono le strade che possiamo seguire per scegliere il posto giusto dove andare a mangiare: un ristorante etnico che ci prepari ai prossimi viaggi, un localino adatto ad una pausa pranzo breve ma golosa o infine un locale con un ombroso e fresco dehors che renda più sopportabile la calura.
Oggi vi raccontiamo i nostri locali preferiti in questo periodo di grande caldo, ma aspettiamo di conoscere anche i vostri suggerimenti!

♥ Babek, Kebab Revolution.
In una stanza occupata per gran parte da un tavolone azzurro, a due passi dalle colonne di San Lorenzo, si possono mangiare panini davvero buoni e preparati al momento.
Dentro? Che preferiate il classico kebab di pecora, il pollo, il manzo o la versione veg a base d seitan gli abbinamenti saranno sempre e comunque deliziosi.
L’ispirazione è ovviamente il classico kebab, ma reinventato come suggerisce anche l’anagramma del nome.
Infatti dietro al bancone, ricavato da vecchie persiane, non troverete il tradizionale spiedo verticale chiamato döner, ma carne di qualità marinata per 24 ore, cotta a bassa temperatura e infine scottata sulla piastra.

Le materie prime sono gustose ma anche sane e ce ne rendiamo conto al primo morso, senza bisogno di snocciolare i produttori che ci sono dietro e le cui storie sono narrate sulle pareti del locale.
Accanto ai kebab troverete alcuni sfizi come le panelle, le arancine sbagliate (con zafferano e lodigiano) e i crocchè.
Da bere ci sono birre artigianali, il vino libero targato Oscar Farinetti e bibite dal sapore vintage come gazzosa e limonata.

♥The Fisherman (anche in versione pasta).
Due locali, poco distanti l’uno dall’altro in zona Corso Garibaldi, con il pesce freschissimo a fare da fulcro.
Nel primo ristorante a fare da protagonista accanto al pesce è la vera, unica ed inimitabile michetta milanese, scelta tra i migliori panifici cittadini e riempita al momento con farciture gustose ed originali.
Nel secondo ristorante invece il pesce diventa il condimento ideale per la buonissima pasta homemade in 5 formati lunghi, 5 corti e 5 ripieni.
Un menù ricco, che spazia dai grandi classici a vere e proprie chicche.

I panini hanno nomi legati ai quartieri di Milano, mentre la pasta condita con il pesce del migliore mercato ittico d’Italia, può essere ordinata in “due misure” a secondo del vostro appetito.
L’arredamento che strizza l’occhio al mondo marinaro è curatissimo e delizioso in entrambi i locali.

♥ Maoji Street Food
L’impressione è quella di cenare all’aperto, in un vicolo a pochi passi dal centro di Pechino o di Shanghai, con insegne luminose, vetrine caratteristiche e perfino telefoni pubblici.
In realtà siamo a Milano, a neanche duecento metri da corso Buenos Aires, e il vicolo è quello dove Maoji propone ai milanesi lo street food della tradizione cinese da mangiare per strada.
Guardando la vetrina è difficile distinguere l’ingresso e la maggior parte dei clienti entra dal bar adiacente e per fortuna comunicante: d’altronde, come potrebbe una strada avere una porta d’ingresso?
Questo ristorante è il fratello minore di Mao Hunan, altro locale della new wave di ristoranti cinesi a Milano. 

La cucina è incredibilmente buona e ammicca un po’ al gusto italiano, senza tuttavia compiacerlo troppo.
Quindi niente riso cantonese o anatra laccata ma una serie di piattini, anche abbondanti, di sfiziosi ravioli e cibi fritti.
Degno di nota il Maoji Bao, panino di riso farcito con stracotti di carne.

♥ Un posto a Milano.
Il ristorante Un posto a Milano, all’interno della Cascina Cuccagna, si impegna a servire piatti buoni, preparati con materie prime stagionali di qualità e ingredienti selezionati da piccole e medie aziende agricole italiane.
Tutto si basa sul principio del “chilometro vero” ovvero certificato e conosciuto nei dettagli.
Nicola Cavallaro, lo Chef, si fa interprete di una linea gastronomica tradizionale e popolare, nell’accezione più lodevole del termine.
Qualche piatto? Tartare di fassona, penne di carote con piselli e pancetta, maialino nero con verdure o bistecche deliziose servite con patate americane.
Non dimenticate di lasciare un po’ di posto per il dolce e non ve ne pentirete assolutamente.

♥ Slow sud – Putia.
La mission di Putìa (“bottega”, in siciliano) è genuina e mirata: raccontare i colori del Meridione in un semplice panino, troppo spesso vissuto come un frenetico “mordi e fuggi”.
Putìa propone invece una vera e propria esperienza gastronomica che si rinnova ad ogni morso.

Il panino, una mattonellina o una mafalda, viene farcito al momento con prodotti tipici rigorosamente Made in Sud, tra una chiacchiera e l’altra, e viene incartato nella classica carta paglia da bottega, a ricordare il tempo che fu.
La location è raccolta e intima e non ci sono posti a sedere, ma solo un coloratissimo bancone decorato con ceramiche siciliane, che offre a vista le materie prime accuratamente selezionate ogni giorno.


Linda

Informazioni su Linda

37 anni, insegnante, viaggiatrice e un sogno: poter correre nei musei come Jules e Jim. Ama fare e disfare le valigie, crede che sia bello partire e anche ritornare. Odiava Milano ed ora non riesce più a farne a meno. È diventata la città che può chiamare casa. *** She is a 37 years old teacher and traveler and she has a dream: run through a Museum like Jules and Jim. She loves packing and unpacking her suitcases because she loves leave and come back. She hated Milan but now she cannot live without, because finally in this city she feels at home.

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