#mytravels. A New York con Emirates.


Oggi vi racconto la mia esperienza a bordo dell’A380-800 di Emirates in classe Business sulla tratta MXP-JFK.
Cominciamo col dire che il fattore “wow” si è fatto un po’ desiderare, tanto nelle lounge quanto a bordo, e che gli unici due bonus che fanno veramente la differenza sono l’imbarco con finger riservato direttamente dalla lounge e il transfer con autista privato, che è messo a disposizione di tutti i passeggeri di First e Business Class in partenza e in arrivo.

La lounge Emirates a MXP.
La lounge Emirates di Milano Malpensa è una lounge riservata che è stata rinnovata di recente.
Noi ci abbiamo trascorso più tempo del dovuto, visto e considerato che il nostro volo ha accumulato più di tre ore di ritardo in partenza, e si è fatta sentire la mancanza di una zona relax appartata rispetto al ristorante, con delle chaise longue dove poter riposare un po’.
Anche il servizio docce è deludente rispetto ad altre lounge, specialmente se avete sperimentato le fantastiche shower suites della lounge di Cathay Pacific a Hong Kong.
Il cibo invece è veramente ottimo: il ristorante non ha opzioni à la carte ma la qualità e la varietà del buffet è all’altezza delle aspettative e, se volete, potete pasteggiare a champagne (e questo è un bonus non indifferente!).
L’imbarco dei passeggeri di Business e First Class avviene direttamente dalla lounge, con finger riservato ed è quindi molto comodo e veloce anche con l’aeromobile pieno.

La cabina.
L’A380-800 ha una configurazione 1-2-1 con la First e la Business Class (che si compongono rispettivamente di 14 suites e 76 fully flat bed) ospitate sul ponte superiore.
Il mio consiglio, se viaggiate in periodi di alta stagione, è quello di scegliere le ultime file: la Business Class è suddivisa in due sezioni separate e l’ultima, con sole 5 file, è meno frequentata dalle famiglie.
Ma… purtroppo c’è un ma: in coda all’aeromobile c’è un vero e proprio bar con bancone e poltroncine dove, per tutta la durata del volo, sono a disposizione sandwiches, dolci e bibite e dove (specialmente durante i voli notturni) si riunisce il personale di bordo a fare chiacchiere.
A volte le chiacchiere diventano un po’sguaiate e quindi, se avete il sonno leggero, le ultime due file potrebbero risultare un po’rumorose ma, se così fosse, potete tranquillamente lamentarvi e chiedere un po’ di silenzio mentre (come ben sappiamo) le lamentele contro neonati e famiglie rumorose sono totamente inutili.
I posti laterali hanno in generale più spazio per sistemare i bagagli (c’è un comodo porta oggetti sotto gli oblò) ma fate attenzione quando scegliete: i posti A e K sono infatti migliori rispetto ai posti B e J, che sono più a ridosso del corridoio e lamentano quindi la stessa mancanza di privacy dei posti centrali.
I sedili sono leggermente più stretti di quelli configurati a spina di pesce ma vengono preparati per la notte con un sottile materassino che garantisce un buon comfort.
Gli amenity kit di Bulgari sono declinati in versione maschile e femminile e, nonostante nessuna delle due trousse sia particolarmente accattivante da un punto di vista estetico, il livello dei prodotti fa dimenticare questo piccolo dettaglio: dentro troverete crema viso, crema corpo, eau de parfum e una salvietta rinfrescante (oltre naturalmente a spazzola, elastici, dentifricio, spazzolino e specchio tascabile) mentre purtroppo manca il burrocacao.
Ogni sedile di Business Class, oltre al rinomato servizio di intrattenimento “ICE entertainment system”, ha un suo piccolo minibar con acqua minerale e soft drink, mentre cocktails, vino e champagne (Veuve Clicquot Extra Brut Extra Old) sono ovviamente serviti a volontà.
Il cibo a bordo è stato uno degli aspetti più deludenti dell’esperienza (specialmente l’opzione vegetariana-indiana che è la stessa riservata all’Economy Class!) con mise en place poco curate e qualità decisamente non all’altezza della reputazione della compagnia aerea.

L’esperienza (pessima) a JFK.
Nell’aeroporto di JFK si fa decisamente sentire la mancanza di una lounge riservata agli arrivi, specialmente se New York non è la vostra destinazione finale e avete parecchie ore di attesa prima del volo successivo (noi ad esempio avevamo un volo per l’Havana a notte inoltrata).
Il servizio di transfer con auto privata però può venire in vostro soccorso e invece di trascorrere le ore di scalo in aeroporto potreste fare una capatina a Manhattan per cenare o fare un po’ di shopping; visto e considerato che i depositi bagagli del JFK hanno prezzi stellari, il mio consiglio è quello di chiedere al vostro autista di caricare anche i bagagli e di aspettarvi per riportarvi in aeroporto in tempo per il volo successivo, pagando la seconda corsa di tasca vostra.
L’aeroporto di JFK si è rivelato decisamente poco friendly anche al ritorno: noi arrivavamo da New Orleans e abbiamo dovuto trascorrere alcune ore accampati nella hall degli arrivi in attesa che i banchi di Emirates aprissero per i check in.
Mentre a Malpensa l’esperienza a terra era stata buona a JFK è stata al limite del surreale, con personale impacciato e poco preparato.
I soli banchi aperti per il check in erano quelli dedicati all’Economy Class e quindi ci siamo diretti là, scatenando una serie di qui pro quo: ci hanno invitato ad imbarcare i bagagli a mano e quando abbiamo fatto notare di avere un biglietto di Business sono letteralmente caduti dalle nuvole, concedendoci di portare i trolley a bordo ma dandoci un’etichetta sbagliata (rossa, cioè riservata ai passeggeri di Economy Class, invece che blu colore riservato ai passeggeri di Business); inoltre hanno dimenticato di inserire la targhetta per lo sbarco prioritario sui bagagli da stiva e quando, abbiamo fatto notare la dimenticanza, hanno dovuto ricominciare da capo tutta la procedura.
Anche l’esperienza con il fast track è stata pessima visto e considerato che si viene dirottati sulla fila riservata ai passeggeri di First e Business solo a metà del percorso e solamente se lo svogliato e sgarbato personale di terra si degna di notare la scritta “fast track” stampata sul vostro biglietto.
Guai a farglielo notare voi: verrete squadrati dalla testa ai piedi ed invitati malamente a mettervi in coda come gli altri.

La lounge Emirates a JFK.
Visto e considerato l’esperienza pessima arrivare nella lounge riservata di Emirates sarà un po’ come arrivare in un’oasi nel deserto e sarete così stremati e di malumore che vi ci vorranno un paio di bicchieri di champagne ingollati così, a stomaco vuoto, per riprendervi.
Anche qui come a Malpensa le docce sono senza infamia e senza lode ma il cibo è veramente ottimo e, benché non ci sia un’area relax più appartata rispetto al ristorante, ci sono comunque delle comode chaise longue dove sonnecchiare un po’.
Da JFK i voli in partenza per Dubai in serata sono solo due (uno diretto e uno via Milano) e quindi la lounge è relativamente tranquilla anche in alta stagione fino a che non si arriva a ridosso della partenza; anche in questo caso l’imbarco con finger riservato direttamente dalla lounge è un bonus non da poco, che vi evita di subire di nuovo caos e scortesia.
Tirando le somme un’esperienza buona ma non eccezionale dove, come ho già scritto, il wow effect si è fatto desiderare e dove parecchi dettagli non sono all’altezza della reputazione della compagnia aerea.

[Trovate tutti i video nelle mie higlights alla voce Frequent Flyer qui].


bailing

Informazioni su bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 25 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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