#mytravels. Jungle Lodge Tikal. 2


Tikal, lo stupefacente sito archeologico che sorge nel fitto delle foreste pluviali che fanno parte della cosiddetta Riserva di Biosfera Maya, è una di quelle destinazioni che non può assolutamente mancare nella bucket list di ogni Viaggiatore che si rispetti.
Noi l’abbiamo visitato qualche settimana fa, durante il nostro viaggio in America Centrale, e devo ammettere che la Pandemia, che tanto ci ha tolto e tanto ci ha fatto tribolare in questi ultimi 18 mesi, in questa occasione ci ha regalato un’esperienza unica ed irripetibile: quella di poterci sedere a terra al centro della Plaza Mayor e al cospetto del Temple of the Great Jaguar completamente soli, sudati e stravolti per il caldo e per l’emozione incredibile.


Se volete godervi al meglio il sito archeologico, visitandolo in diversi momenti della giornata, il mio consiglio è quello di soggiornare all’interno del parco, nel Jungle Lodge Tikal, un hotel con 63 anni di storia che è stato costruito nel 1956 da Don José Antonio Ortiz, uno dei protagonisti dell’esplorazione archeologica di questo meraviglioso sito Maya.
Noi abbiamo trascorso due notti proprio nell’incantevole Suite Ortiz, una raffinata Master Suite che è un omaggio al suo fondatore e agli esploratori ed archeologi che hanno riportato alla luce la misteriosa città di Tikal.
Con i suoi dettagli raffinati, l’enorme canopy bed, la sala da bagno con vista, la rain shower all’aperto e il giardino privato circondato dalla Biosfera Maya, questa suite è quanto di più romantico e confortevole si possa immaginare.
Il Jungle Lodge inoltre ha una bellissima ed ombrosa piscina circondata dalla giungla dove trascorrere le ore più calde, osservando il volo dei tucani e le evoluzioni delle scimmie tra gli alberi, sorseggiando un Watermelon Margarita e gustandovi un guacamole fresco accompagnato dai tostones, le deliziose frittelle di plátano verde che ricordo ancora con nostalgia.


Il clima a Tikal è quanto di più inospitale si possa immaginare, con un caldo feroce e un tasso di umidità che mi hanno ricordato quelli di Angkor Wat in Cambogia e spezzare la giornata con un po’ di relax vi aiuterà a godervi al meglio il parco archeologico.
L’hotel organizza ogni mattina un’escursione guidata per vedere l’alba dal Tempio IV (quello del serpente bicefalo) ma ve la consiglio solamente se siete in ottima forma perché bisogna camminare con buon ritmo per quasi un’ora nel cuore della foresta (nel buio più fitto, con la sola luce della torcia del vostro cellulare) e quindi si arriva alla piramide praticamente stremati.
Oltretutto in Estate è molto probabile che l’alba sia nebbiosa e quindi fareste una levataccia per nulla, proprio come è successo a noi.
Vi consiglio invece di visitare il sito nel tardo pomeriggio, quando la luce è nettamente migliore, e di aspettare sulla Plaza Mayor fino al tramonto, per poi affrontare la passeggiata di 20 minuti per rientrare al Jungle Lodge dopo il calare del sole.
Soggiornare nel cuore della Biosfera Maya potrebbe anche regalarvi qualche incontro ravvicinato con la fauna locale: noi per esempio siamo stati svegliati nel cuore della notte dalle urla delle Alouatta Pigra (prendendoci un bello spavento perché la loro voce evoca qualcosa di decisamente più feroce di una grossa scimmia!!!) ed abbiamo incrociato una volpe grigia esplorando l’Acropoli Centrale e una mamma di Dasyprocta con i suoi cuccioli ritornando verso l’hotel dopo il tramonto!
Giaguari non pervenuti!
Se state viaggiando on a budget ma volete comunque concedervi un soggiorno nel Parco Archeologico di Tikal, potete optare per gli Exploration Headquarters del Jungle Lodge, piccole ma confortevoli sistemazioni con bagno in comune dove hanno alloggiato gli archeologi dell’Università della Pennsylvania che hanno riportato alla luce Tikal: le camere partono dai 42 dollari a notte e ognuna prende il nome dall’esploratore che la occupò negli anni ’50!
Il Jungle Lodge mette a disposizione dei suoi ospiti dei pacchetti soggiorno + volo a prezzi decisamente convenienti: per raggiungere Tikal infatti volare è una scelta obbligata perché il Parco Archeologico dista 12 ore via terra da Guatemala City e l’alternativa sarebbe un bus notturno.
Il Jungle Lodge, Tikal e la Biosfera Maya sono una destinazione perfetta da prendere in considerazione come primo viaggio internazionale dopo la pandemia: poter ammirare le rovine di questa misteriosa città in quasi completa solitudine, senza le orde di turisti a cui eravamo abituati prima del Covid19, è un’esperienza che rimarrà per sempre impressa nei vostri ricordi e vi emozionerà profondamente.
Oltretutto il Guatemala permette ai viaggiatori fully vaccinated di tutto il Mondo di entrare nel Paese senza sottoporsi a tamponi o quarantena ed è quindi una delle destinazioni più easy verso le quali viaggiare!

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Miss Bailing

Informazioni su Miss Bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 27 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.


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2 commenti su “#mytravels. Jungle Lodge Tikal.

  • Nadia

    Che dire carissima, mi hai convinta e mi sa che ti seguo a ruota quindi…prossima destinazione Guatemala!
    Già era nella mia Bucket list ma ora è passata in testa. Ho sempre titubato per via del pericolo, la violenza, che ne dici? Una donna sola si può avventurare tranquillamente in America Latina?
    Un abbraccio e grazie
    Nadia

    • Miss Bailing
      Miss Bailing L'autore dell'articolo

      Ne sono molto felice cara Nadia, perché il Guatemala mi è piaciuto davvero tanto e sono sicura che anche tu amerai questo Paese.
      E’ in arrivo un post in cui parlo anche del discorso dei pericoli del viaggiare in America Centrale, che secondo me non sono molto diversi da quelli che si incontrano nel resto del Mondo, Italia compresa.
      Nella nostra esperienza non ci siamo mai sentiti minacciati o a disagio o preoccupati in 3 settimane di viaggio.
      Prima di partire ho chiesto consiglio ad altri Instagrammers che avevano viaggiato negli stessi Paesi sul dilemma noleggio auto o shuttle.
      Noi alla fine abbiamo optato per l’auto e ci siamo trovati davvero benissimo: le strade sono in condizioni più che decenti, ci sono controlli della polizia ed assolutamente non c’è gente sui bordi delle strade che cerca di fermare le macchine (come è invece d’abitudine a Cuba).
      Le persone sono molto gentili e sorridenti e nonostante la barriera linguistica (nessuno parla inglese e se rispondi allo spagnolo con l’italiano capiscono poco o nulla) sono tutti disponibili.
      Abbiamo anche sperimentato Uber quando siamo tornati ad Antigua dopo la tappa in Belize e ci siamo trovati davvero bene: autisti gentilissimi e tariffe davvero economiche!
      Se avessi viaggiato da sola avrei sicuramente optato per gli shuttle (o bus turistici) o per un’autista privato piuttosto che per la macchina a noleggio per spostarmi da una destinazione all’altra, ma per il resto la mia impressione è che una viaggiatrice sola possa girare senza problemi (con le stesse cautele che osserveremmo nel resto del mondo).
      Io ho passeggiato da sola nei paesini sul Lago Atitlan per i miei giri di shopping e la gente si limitava a sorridermi e ad invitarmi a visitare i loro negozi.
      Antigua è una città meravigliosa e tranquillissima ed abbiamo fatto km a piedi sia di giorno che di sera: è piena di localini graziosi, boutique stupende, ristoranti, birrerie artigianali, pasticcerie e scorci meravigliosi da fotografare.
      Invece è da evitare Guatemala City, che comunque non presenta grandi attrattive.
      Comunque quando deciderai di andare scrivimi che ti do qualche contatto in loco per aiutarti ad organizzare tutto!
      Un abbraccio cara!