A proposito di Nuova Zelanda, Amore e Pinot Noir.


Lo scorso marzo a Summa abbiamo assaggiato i vini di Schubert Wines e siamo rimasti assolutamente affascinati dalla storia di Kai Schubert, un viticoltore tedesco innamorato del Pinot Noir, che ha deciso di andare letteralmente in capo al mondo insieme alla sua compagna Marion, per piantare la vigna dei suoi sogni.
Questa vigna è a Martinborough, un paesino nella Regione di Wairarapa in Nuova Zelanda, e in pochi anni ha già ottenuto riconoscimenti sorprendenti.
Ho fatto 10 domande a Kai perché ci raccontasse com’è fare il winemaker dall’altra parte del globo.

[english translation at the bottom of the post]

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1) Tu e la tua compagna Marion vi siete conosciuti studiando entrambi presso la prestigiosa Università di Viticultura ed Enologia di Geisenheim in Germania, quindi possiamo dire che in un certo senso è stato proprio il vino a farvi innamorare! Raccontaci come e quando è nata la vostra comune passione per l’enologia.
Sì, è stato a causa del vino che ci siamo incontrati a Geisenheim.
Per me l’amore per il vino è iniziato come un hobby dal momento che non provengo da una famiglia di viticultori. Mia madre cucina molto bene, quindi ho iniziato a nutrire molto presto un certo interesse per la cucina. Qualche anno più tardi, quando andavo ancora a scuola, sono stato in gita scolastica in Alsazia e lì, con un paio di amici, abbiamo ordinato a pranzo quello che all’epoca si chiamava Tokay d’Alsace (ora Pinot Grigio). Per me è stata una sorta di epifania, un po’ come scoprire che 1 + 1 è uguale a 3: il primo impatto con la magica combinazione “cibo + vino” ha rappresentato davvero un’esperienza pazzesca!
Così, benché fosse ancora un hobby, ho iniziato a farmi coinvolgere sempre più dai vini del mondo, leggendo ed assaggiando. Quando ho finito la scuola quindi ho deciso di rinunciare al mio progetto iniziale di studiare fotografia e cinema e ho iniziato un apprendistato in viticoltura e vinificazione, per poi frequentare l’Università di Geisenheim con un sogno a lungo termine: quello, prima o poi, di piantare una vigna tutta mia.
Anche Marion ha fatto il suo incontro con il mondo del vino alla stessa età, se non prima. Lei è originaria 
di Hagnau sul Lago di Costanza, un territorio vocato alla viticultura dove la sua famiglia possedeva alcuni piccoli vigneti. Qui Marion ha imparato molto presto il lavoro nelle vigne e se ne è innamorata. Ma è stato solo più tardi, quando ha viaggiato in Australia e ha lavorato in una cantina a Victoria, che ha capito che il suo sogno era diventare una winemaker ed ha quindi deciso di studiare a Geisenheim.
Ed è così che ci siamo conosciuti ed innamorati!

2) Quando ci siamo conosciuti a Summa 2015 mi hai raccontato di aver girato il mondo in lungo e in largo per trovare un luogo ideale dove piantare la tua vigna dei sogni, una vigna di Pinot Noir. Perché hai scelto proprio questo vitigno?
Il Pinot Noir non è necessariamente la prima varietà di vino di cui ci si innamora e quindi il nostro è stato un lungo processo, maturato degustando molti vini nel corso di molti anni. Spesso da neofiti ci si entusiasma per vini che hanno grande forza e concentrazione ma poi, continuando ad assaggiare, diventa sempre più chiaro che la purezza, l’eleganza e la lunghezza che costituiscono un buon Pinot Noir è assolutamente speciale e difficile da raggiungere con altre varietà di uva.
E’ questo il motivo per cui siamo così entusiasti del Pinot Noir!

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3) Cos’è che vi ha fatto decidere di fermarvi proprio a Martinborough, il piccolo villaggio nella Regione di Wairarapa in Nuova Zelanda, dove nel 1998 avete creato la vostra cantina? E quanto è stato difficile lasciare l’Europa per trasferirvi dall’alta parte del globo?
Naturalmente, benché conoscessimo Martinborough, non abbiamo pensato fin dall’inizio di trasferirci là anzi, ad essere sinceri, inizialmente non abbiamo neppure pensato di lasciare l’Europa, ma purtroppo abbiamo realizzato molto rapidamente che partire da zero in Europa sarebbe stato molto difficile. Nel corso degli anni ho lavorato in Oregon e in Sud America, alla ricerca di potenziali vigneti, e insieme a Marion ho viaggiato anche attraverso la California; quindi, benché visitassimo molte cantine e produttori interessanti qua e là, c’è voluto un po’ di tempo prima che finalmente arrivassimo a Martinborough ed assaggiassimo i vini di tutte le aziende vinicole locali.
Ma quella è stata un’esperienza che ci ha letteralmente aperto gli occhi: in nessun altro luogo avevamo assaggiato così tanti buoni Pinot Noir come a Martinborough ed è stato subito ovvio che doveva esserci qualcosa di speciale nel clima, nel terreno… sì, insomma nel terroir, perché i viticoltori locali riuscissero a fare dei vini così grandi!
Così abbiamo deciso che 
Martinborough sarebbe stato il luogo migliore dove iniziare il nostro vigneto di Pinot Noir e per fortuna i kiwi hanno reso molto facile il nostro trasloco in Nuova Zelanda! Beh, ovviamente non parlo dell’ufficio per l’immigrazione, ma della gente del posto che è stata meravigliosamente cordiale e non ci ha mai visti come dei concorrenti ma come una sorta di tocco di colore alla produzione locale! Così oggi a Martinborough ci sentiamo veramente a casa nostra!
Naturalmente amiamo ancora l’Europa per la sua cultura, la sua diversità, per la cucina i grandi vini ed ovviamente ci mancano molto i parenti e gli amici, ma al giorno d’oggi un volo per l’Europa sembra quasi più veloce di un viaggio in macchina attraverso l’Europa e così la nostra vecchia casa non ci sembra poi così lontana!

4) Dal 2013 la Schubert Wines è un’azienda biologica certificata. Quali sono le motivazioni che vi hanno portato a compiere questa scelta?
A Martinborough, grazie al clima asciutto e ventoso, non ci sono molte malattie e così siamo stati sempre molto vicini all’agricoltura biologica e ad un certo punto ci è sembrato naturale chiedere ed ottenere la certificazione biologica ufficiale.
E’ stata anche una scelta logica: solo da un terreno e da un ambiente sani possiamo ottenere uve di prima scelta per produrre un Pinot Noir veramente eccezionale!

5) Parlaci del “2004 Schubert Pinot Noir Block B” e di quella memorabile degustazione internazionale alla cieca di Pinot Noir all’hotel Adlon di Berlino. Che effetto ti ha fatto vedere uno dei tuoi vini innalzato nell’Olimpo dei Pinot Noir, insieme ad icone del calibro del Musigny Grand Cru?
La cosa divertente è che non sapevamo nulla di quella degustazione alla cieca e che quindi non abbiamo presentato nessun vino!
In realtà è stato un wine writer tedesco che ha introdotto di nascosto il nostro vino in una degustazione che era stata concepita per confrontare i soli Pinot Noir Tedeschi ed Austriaci con gli standard di Borgogna. Naturalmente è stato un grande successo perché la maggior parte degli assaggiatori ha pensato che entrambi i vini vincitori fossero dei Grand Cru prodotti da viti molto vecchie in Borgogna, ma per noi il vero successo è stato un altro: ci siamo subito detti che probabilmente avevamo trovato un sito davvero fantastico per le nostre vigne di Pinot Noir, altrimenti come sarebbe potuto accadere che il nostro vino, prodotto da viti così giovani, fosse classificato al pari di un’icona del calibro del Musigny Grand Cru del Domaine Comte de Vogüé?!

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6) Consigliaci un itinerario enologico a spasso per la Nuova Zelanda, per coniugare buon vino e bellezze paesaggistiche.
Questa è una domanda davvero difficile!
Martinborough ha un bel paesaggio e spiagge fantastiche, ma se vogliamo ammirare un paesaggio davvero spettacolare in coppia con i vigneti allora dobbiamo spostarci nella zona del Central Otago, dove i vigneti crescono sui bordi di canyon o dirupi, con le montagne innevate a fare da sfondo. 

7) Il tuo luogo del cuore nella Regione di Wairarapa?
 
Escludendo la nostra vigna è sicuramente Cape Palliser, il punto più a Sud dell’Isola del Nord.
Solitamente la spiaggia è deserta, si può pescare, raccogliere le Paua (una sorta di Abalone, ma con un mollusco nero e più grande rispetto a quelli americani n.d.r.) e gli astici oppure guardare le foche che giocano. Insomma è un posto perfetto per trascorrere una giornata tranquilla o per fare un picnic romantico!

8) I tuoi vini sono nella carta di alcuni dei Templi della Buona Cucina sparsi in giro per il mondo, dalla French Laundry di Yountville a Chez Ino di Tokyo. Qual’è secondo te la ricetta o l’ingrediente che si sposa meglio con i tuoi Pinot Noir?
In realtà il Pinot Noir è un vino molto versatile, ed è forse questa una delle caratteristiche che lo rendono così interessante. Ci sono molti ingredienti che si sposano perfettamente con il Pinot Noir: i funghi e il pollame, per esempio, ma anche alcune combinazioni più insolite come l’anatra al curry. Infatti l’aroma fruttato, l’acidità e i tannini eleganti vanno d’accordo anche con i sapori piccanti.  Anche i pesci più grassi si sposano perfettamente con questo vino quindi davvero, là fuori c’è n mondo intero di abbinamenti interessanti da provare con i Pinot Noir!

9) Consigliaci un ristorante imperdibile nella tua Regione e un piatto che rappresenti al meglio la gastronomia neozelandese e che un viaggiatore dovrebbe assolutamente assaggiare.
Uhm… forse dovremmo chiedere a Anthony North (chef stellato di origine londinese n.d.r.) di cucinarci qualcosa??? Direi comunque Wakelin House in Greytown. Tutti gli altri ristoranti non valgono la pena di essere menzionati, sfortunatamente!

10) La tua cantina è relativamente giovane ma hai già ottenuto tanti importanti riconoscimenti. Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Ormai è solo una questione di messa a punto: in Borgogna hanno avuto secoli per scoprire quali fossero i vigneti Grand cru, Premier Cru o semplicemente Village e anche noi dobbiamo fare lo stesso, trovando il Grand Cru all’interno della nostra vigna, perché ovviamente non tutte le parti della vigna sono uguali! E naturalmente c’è sempre spazio per migliorare ancora i metodi di lavorazione delle uve. Quindi direi che non ci sono grandissime novità in vista: vogliamo solo elevare ancora la grande qualità che abbiamo raggiunto! 

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Last March during Summa 2015 we tasted a Schubert Wines Pinot Noir and we were absolutely fascinated by the story of Kai Schubert, a German winemaker in love with Pinot Noir, that decided to go literally head to the world with his partner Marion, to plant the vineyard of their dreams. This vineyard is in Martinborough, a small town in New Zealand, and in a few years has already won amazing awards. Here is my interview with Kai about his Winery and his plans for the future.

1) You and your partner Marion met while both of you were attending the prestigious Viticulture & Oenology University of Geisenheim, Germany. Can we say that it has been the wine itself that made you fall in love?!? When and how did your common passion for oenology started?
Yes, it was because of the wine that we met at Geisenheim. For me the love of wine started as a hobby since I’m not from a winegrowing family. My mother cooks very well, therefore I started an early interest in cooking and cuisine. Later on when still at school, I had a class trip to Alsace where, with a couple of friends, we ordered a (at the time called) Tokay d’Alsace (Pinot Gris) with lunch. It was a bit of an epiphany for me as it kind of made 1 plus 1 equals 3; the combination of wine and food made a greater thing and a bigger experience!
Still as a hobby I got more and more involved with the wines of the world reading and tasting. By the time I finished school I decided to give up my initial plan to study photography & filmmaking, instead I planned to start an apprenticeship in viticulture & winemaking and then to attend the Geisenheim University; to fulfil my long-term dream to plant my own vineyard one day.

Marion got involved with wine at the same age if not earlier: she is from the Lake Constance in Hagnau, a wine village and also the family owned some small vineyards. Here Marion learned early about the work in the vineyards and enjoyed it very much.
But it was not until later, when she travelled to Australia and worked at a winery in Victoria, that she decided that becoming a winemaker would be her most loved profession and therefore she decided to study in Geisenheim.
And this is how we first met!

2) We met this year at Summa 2015 and you told me you’ve been travelling round the world searching for the ideal place where to plant the vineyard you’ve been dreaming of: your Pinot Noir vineyard. What made you choose this grape variety?
Pinot Noir is not necessarily the first variety someone falls in love with. It was a process of tasting many wines over many years.
At the beginning people are often amazed by wines that have enormous strength and concentration. Nevertheless the more one tastes it becomes clearer and clearer that the purity, elegance and length that constitute a good Pinot Noir is so special and pretty much cannot be achieved with any other grape variety.
Hence we got so excited about Pinot Noir!

3) What made your mind to stop in Martinborough, a small village in the Wairarapa region, New Zealand where you established your winery in 1998?
How hard had it been leaving Europe to move literally to the other side of the world?
Whilst we knew about Martinborough it was not our first thought on where we should move. In fact initially we were not even thinking of leaving Europe but we had to realise quickly that starting from scratch is very difficult in Europe.
In the meantime I worked also in Oregon and South America, searching for potential vineyard sites as well. Together with Marion, we also travelled through California and whilst there were interesting producers and wineries here and there, it took a while till we finally visited Martinborough and tasted the wines from pretty much all local wineries.
It has been an eye-opening experience as nowhere else we tasted so many good Pinot Noirs from pretty much all producers as in Martinborough. So it was obvious there had to be something special with the climate, with the soil, yes, with the Terroir in a whole which made it possible for local winemakers to make such great wines!
This is when we decided that Martinborough would have to be the best spot to start a Pinot Noir vineyard and luckily the Kiwis made it easy to move to New Zealand.
Well, not necessarily NZ Immigration, but the locals in Martinborough were super friendly and we were not seen as some competition, but as a colourful addition to the local winemakers. So today Martinborough really feels like home!
Of course we still love Europe with its culture and diversity and last but not least also for all the different cuisines and wines. Obviously we miss family and friends, but these days a flight to Europe seems sometimes quicker than a trip in traffic jams through Europe; so the old home does not really feel that far away!

4) Since 2013 Schubert Wines is fully organic certified. What brought you to follow this path?
In Martinborough, due to the dry and windy conditions there are not many diseases so we had been always very close to organic practice. Since we had been almost organic since the beginning, we decided it would be a good thing to get the official approval and do proper certification.
In the end it is only a very logic thought: only from a healthy soil and environment we can expect to have healthy vines producing first grade grapes to allow us produce outstanding Pinot Noir.

5) There has been that memorable international blind Pinot Noir tasting at the Adlon Hotel in Berlin where you submitted your 2004 Schubert Pinot Noir Block B. How did you felt when your wine had been chosen together with icons as the Musigny Grand Cru to be elevated in the Pinot Noir’s Olympus?
The funny thing was that we did not even know about the event and we didn’t submitted any wine! In fact it was a wine writer in Germany who smuggled our wine into the tasting as a “pirat” as it was meant to compare German and Austrian Pinot Noir with benchmark Burgundy only.
Of course it was a great success in the end that most tasters thought that both winning wines were Grand Crus from very old vines in Burgundy. But the real important message out of this tasting was: we must have found an absolute premium vineyard site for our Pinot Noir: how else could it be that our Pinot Noir from very young vines was par with a wine of such a level like the Musigny Grand Cru from Domaine Comte de Vogüé?!?

6) Suggest us a winery tour in New Zealand where you can match good wine and breath-taking landscapes.
That’s a tricky question. Martinborough has a beautiful landscape and fantastic beaches; however if we talk about truly spectacular landscape paired with vineyards, the first price goes to our colleagues in Central Otago, where you can see vineyards at the edge of a cliff or canyon with snow covered mountains in the background.

7) Name your favourite place in the Wairarapa region.
Aside from our vineyard that would be Cape Palliser, the southernmost point of the North Island. Usually one has the beach to himself, you can go fishing or collecting Paua (Abalone) and crayfish or just watch the seals playing. For a quiet day or romantic picnics that is the perfect spot!

8) Your wines are listed in some of the worldwide Bonne Cuisine Temples such as the French Laundry, Yountville, and Chez Ino, Tokyo. What is for you the recipe or ingredient that matches perfectly with your Pinot Noirs?
Actually Pinot Noir is very versatile which makes it so interesting. So there is not a single dish that would be best but there is a whole range of ingredients that work well with Pinot Noir.
Whatever involves mushrooms or poultry works perfect. Even some more spicy combinations like a duck curry work very well, because the fruit, acidity and elegant tannins won’t fight with the chili. Or fattier fish also works perfect with Pinot Noir; so there is a whole big world of interesting pairing combinations with Pinot Noir out there!

9) Name a restaurant or a dish in the Wairarapa that represents best the New Zealand gastronomy that visitors shouldn’t miss.
Hmmm… we should ask Ant North for a dish??? Still say Wakelin House in Greytown.
All other restaurants are not really worth mentioning, unfortunately!

10) Your winery is quite young but has already been internationally recognised as your Pinots won important awards. Which are your projects for the future?
It’s all about fine-tuning. In Burgundy they had centuries to find out which vineyards are Grand cru, Premier Cru or Village only.
We also have to find our Grand Crus etc… within our vineyard as obviously not all parts of the vineyard are the same. There also is always room how to be gentler in processing the grapes.
So there are no mayor redirections or dramatic new project: the emphasis is how to elevate the quality we have achieved so far even more!

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Miss Bailing

Informazioni su Miss Bailing

Gypsetter, sognatrice, viaggiatrice entusiasta ed instancabile. La mia passione più grande sono i cavalli e il mio tesoro è Sero, un sauro di 30 anni con cui ho condiviso buona parte della mia esistenza. Come Emma Bovary anche io oscillo perennemente tra il mio lato mistico (che vorrebbe ritirarsi a meditare in un ashram indiano) e quello bohémien, il cui sogno nel cassetto è una chambre de bonne nel Marais.

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