
Se mi seguite da un po’, sapete già che l’Africa è uno dei miei continenti del cuore, dove mi piace tornare almeno una volta l’anno se non più spesso: nel 2024, ad esempio, siamo arrivati a viaggiare in Africa per tre volte in 12 mesi, toccando ben 8 paesi!
Quest’anno abbiamo deciso di vivere un’esperienza diversa, facendo volontariato in Sudafrica in un santuario per animali recuperati da zoo, circhi e detenzioni illegali, ma concedendoci anche un piccolo ed avventuroso on the road nel bel mezzo dell’Inverno australe.
Tornare in Sudafrica per la terza volta ci è sembrata l’occasione perfetta per visitare due piccoli Paesi decisamente lontani dagli itinerari del turismo di massa e così abbiamo aggiunto due agognate bandierine sulla nostra mappa, trascorrendo una decina di giorni tra il Lesotho e l’Eswatini, due regni (sì, avete letto bene, entrambi i Paesi sono due piccole monarchie!) nell’estremo Sud del continente africano.
I due Paesi sono molto diversi tra loro per conformazione geografica e clima, e così, in pochi giorni, abbiamo vissuto un’escursione termica di quasi 35°C, passando dalle spettacolari montagne del Lesotho alle lussureggianti riserve naturali dell’Eswatini.
Quello che sicuramente non ci aspettavamo era una nevicata di proporzioni eccezionali, il tipico colpo di coda dell’Inverno, che ci ha bloccati a Semonkong (una bellissima destinazione di montagna famosa per le sue spettacolari cascate), facendo saltare una buona metà dei nostri programmi di viaggio!
Ma basta divagare e torniamo all’argomento “bagagli”.
Cosa mettere in valigia per un viaggio in Africa durante l’Inverno australe?
Inutile dirvi che il principio dell’abbigliamento a strati vale sempre e comunque: indipendentemente dalla stagione in quasi tutti i Paesi che si trovano nel Sud del Continente Africano c’è una grossa escursione termica tra il giorno e la notte e quindi vi serviranno sempre un piumino leggero o un pile caldo per affrontare i game drive all’alba e al tramonto, mentre nelle ore più calde abiti leggeri e rigorosamente chiari, con camicie a maniche lunghe, gonne a pantaloni o pantaloni cargo saranno perfetti per affrontare le giornate all’aria aperta a contatto con il bush o la savana africana.
Il Lesotho però rappresenta un caso a parte: questa piccola monarchia è infatti l’unico stato indipendente al mondo il cui intero territorio si trova al di sopra dei 1400 metri di altitudine, con la montagna più alta del Paese che raggiunge addirittura i 3.482 metri!
L’Inverno (che va da maggio ad agosto) è quindi caratterizzato da un clima molto freddo, ma secco e soleggiato, con temperature diurne piacevoli che oscillano tra i 10°C e i 15°C, ma notti gelide che possono toccare anche i -10°C.
Per le vostre attività all’aria aperta dovrete quindi mettere in valigia tutti i capi che utilizzereste normalmente durante un viaggio in montagna in Europa: pantaloni e scarpe da trekking, maglioni, un piumino o un pile pesante, e poi cappello di lana, sciarpa e guanti per le ore più fredde.
Il vero problema in Lesotho però non sono le giornate all’aria aperta, ma le gelide notti senza riscaldamento!
Le tradizionali e bellissime rondavels africane (capanne rotonde con le pareti in pietra e i tetti di paglia, che caratterizzano non solo i villaggi locali ma anche i lodge che accolgono i viaggiatori) sono infatti riscaldate solo da piccoli camini o stufe a legna e, nonostante i letti siano attrezzati con doppi piumoni e coperte pesanti, il freddo che abbiamo patito è qualcosa di indescrivibile!
Ma faccio mea culpa: odio dormire in locali iper riscaldati e di solito, quando viaggio in inverno, spengo i riscaldamenti in hotel e dormo con le finestre socchiuse quindi, avendo ingenuamente pensato che i Lodge prenotati avessero qualcosa come delle pompe di calore, sono partita portando con me solo un semplice pigiama di cotone.
Con il senno di poi un paio di leggings o calzamaglie in lana o cachemire, un pile comodo e leggero e una borsa dell’acqua calda avrebbero reso le mie nottate decisamente più confortevoli!
Quindi mi raccomando: i capi d’abbigliamento che non devono mancare nella vostra valigia per il Lesotho sono calze e calzamaglie e, se viaggiate con i bambini, non dimenticate di acquistare calze da neonato e calzamaglie da neonato online prima di partire.
Freddo a parte, il Lesotho è un Paese incantevole con panorami mozzafiato, cibo buonissimo e una popolazione gentile ed accogliente:
Insomma, una piccola gemma da visitare prima che sia presa d’assalto dal turismo di massa (pericolo concreto, visto che il paese è stato recentemente inserito nella Top 15 Best Places To Go Off-Grid da Lonely Planet!)
Semonkong in particolare, le spettacolari Maletsunyane Falls e il piccolo trekking di montagna con i pony Basotho (cavallini docili e dal passo sicuro, fedeli compagni dei pastori locali) rimarranno per sempre nel mio cuore come memorie indelebili di questo viaggio in Africa.
Una piccola nota è d’obbligo: come sapete, non mi piace incoraggiare i miei lettori a svolgere attività turistiche che comportino lo sfruttamento di animali, ma i pony del Lesotho vivono allo stato semibrado, liberi di pascolare quando non vengono montati, e sono parte integrante della cultura e dell’economia del Paese.
I cavalli sono ben nutriti e tenuti in condizioni dignitose per un paese così povero e il prezzo che i turisti pagano per i trekking a cavallo (fatti rigorosamente al passo, senza mettere a rischio la sicurezza di persone ed animali) contribuisce ad aumentare un poco i magri introiti di queste comunità di montagna, la cui vita non è sicuramente facile.

